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sabato 20 luglio 2024

PSICO-COSE — il Blog di Federica Giusti

Federica Giusti

Laureata in Psicologia nel 2009, si specializza in Psicoterapia Sistemico-Relazionale nel 2016 presso il CSAPR di Prato e dal 2011 lavora come libera professionista. Curiosa e interessata a ciò che le accade intorno, ha da sempre la passione della narrazione da una parte, e della lettura dall’altra. Si definisce amante del mare, delle passeggiate, degli animali… e, ovviamente, della psicologia!

Che cos’è la dipendenza affettiva?

di Federica Giusti - venerdì 09 febbraio 2024 ore 08:00

Sentiamo sempre più parlare di dipendenza affettiva. Ma spesso rischiamo di male utilizzare questo termine.

Cerchiamo, quindi, insieme di capire meglio di che cosa si tratta.

Innanzitutto si ha una forte paura di essere abbandonati, che ci può portare a idealizzare il partner e, di contro, a svalutare noi stessi. Se ci sentiamo tristi e frustrati, diventa difficile poter smaltire la rabbia, e si può andare verso una gelosia ossessiva con episodi di iper controllo verso ogni cosa fatta o non fatta dal partner.

Pur di essere accettati dagli altri, siamo disposti ad indossare maschere ed assumere atteggiamenti irreali, pur di assecondare il proprio bisogno patologico di approvazione. Questo può portare ad una vera e propria forma di resistenza nella relazione con tendenza all’autosabotaggio.

Come dice il nome stesso, la dipendenza affettiva è il contrario dell’indipendenza affettiva ed emotiva e questo è indipendente dal genere, anche se siamo più portati a vedere la declinazione al femminile.

La propria individualità non vengono riconosciute e il senso di sé passa solo dall’idea di essere in relazione con l’altro. La stima e l’affetto che non arriva da sé stessi, la si va a ricercare negli altri, a costo di spendersi totalmente e rinunciare completamente a ciò che riguarda noi, in favore dell’altro.

Sacrificarsi significa attirare e trattenere il più possibile a noi l’altro, senza preoccuparsi che, così facendo, si possa andare verso una schiavitù decisa da noi stessi.

Le reazioni degli altri, spesso appagati da questo nostro servilismo, vengono male interpretati come reale interesse, più che come mero desiderio di essere gratificati.

Perdere quella persona sembra essere impossibile semplicemente perché senza si ha la sensazione di non esistere, anche a costo di sentire un forte malessere legato alla relazione stessa.

Ma cosa c’è alla base? Spesso tali atteggiamenti affettivi e relazionali derivano da vissuti familiari che sono stati deficitari nelle dimostrazioni affettive. L’autostima non è stata sviluppata in maniera adeguata, motivo per cui si va verso una costante ricerca di attenzione, soprattutto nella coppia.

Che cosa può accadere? Tutto questo potrebbe aprire una spirale viziosa verso una forma di depressione e insoddisfazione costante dovuta dall’ottenere sempre qualcosa di diverso da ciò che ci si aspetta. Ecco perché sarebbe importante lavorare su percorsi di crescita personale, accompagnati magari da una buona psicoterapia, in grado di imparare a riconoscere il proprio valore.

Federica Giusti

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