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Mercoledì 07 Gennaio 2026

SORRIDENDO — il Blog di Nicola Belcari

Nicola Belcari

Ex prof. di Lettere e di Storia dell’arte, ex bibliotecario; ex giovane, ex sano come un pesce; dilettante di pittura e composizione artistica, giocatore di dama, con la passione per gli scacchi; amante della parola scritta

La ricreazione è finita

di Nicola Belcari - Mercoledì 07 Gennaio 2026 ore 08:00

La “società è liquida”. E noi ci siamo dentro, verrebbe da dire, immersi fino al collo. Solo che Zygmunt Bauman non ha specificato la natura del liquido per delicatezza d’animo, carità di patria o gentile pudore. Sono acque reflue, pozzo nero, bottino o peggio, ma non c’è bisogno di tradurre in volgare, s’è capito.

Finora élites dominanti nazionali o sovranazionali, grandi finanzieri e mega-imprenditori potevano arricchirsi sfruttando il lavoro o coi debiti che qualcuno pagherà e si sono accontentati. Ora è arrivato il momento di produrre e vendere armi? Che come i farmaci hanno prezzi poco contrattabili e dunque redditizi. E se ci fosse bisogno di fare la guerra? La subiremo noi.

Se “la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi” (Carl von Clausewitz) oggi la politica non è affarismo su scala globale?

Politici proni ad altrui decisioni e giornalisti fiancheggiatori avranno il compito di far credere che sia inevitabile, da amanti della pace.

Il circolo produzione/consumo s’inceppa? Buttiamoci sugli armamenti. La guerra è tornata di moda. Dall’orgia dei beni, dal piacere solo ammiccato, sostituto di desideri, alle armi come per punizione. Al bunga-bunga.

Bunga bunga, come spiega Wikipedia, è onomatopea di un linguaggio tribale maccheronico di finti selvaggi che così esprimevano meraviglia e ammirazione rispetto alle risorse prodigiose della nave da battaglia inglese che visitavano sotto mentite spoglie, come famiglia regale di un popolo africano. Il termine tambureggiante non è quello delle veglie eleganti, feste galanti di memoria rococò, è quello della danza macabra degli scheletri, è insomma quello della barzelletta. Chi comanda può far finta di lasciarci una scelta, ma sempre un po’ di bunga-bunga ci tocca.

Nicola Belcari

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