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Sabato 24 Ottobre 2026

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

​La ragione di queste guerre è assolutamente chiara

di Adolfo Santoro - Sabato 24 Ottobre 2026 ore 08:00

Jeffrey Epstein - un narcisista machiavellico, freddo e ricattatore - ha scritto in un’email Il mondo non capisce quanto Trump è stupido. La disonestà di Epstein lo portava a non provare alcuna vergogna a professarsi pubblicamente come amico di Trump e, al contempo, a confessare in privato il suo disprezzo per l’amico pubblico. E, del resto, chi meglio di un narcisista machiavellico può comprendere la sottile stupidità di un narcisista bugiardo? Epstein aveva qualche freno interiore, Trump si nasconde dietro le sue bugie per esprimere pubblicamente il suo odio verso l’umanità e il suo amore per il danaro. In entrambi il senso di colpa e la vergogna - stati emotivi faticosi ma adattivi – non funziona come segnale d’allarme interiore; non dice: Hai superato un limite, stai commettendo un errore, stai esponendo te stesso o gli altri a un pericolo. Quando una persona è priva di senso di colpa e di vergogna, scompare la capacità di autocorreggersi. L’assenza di vergogna permette di dire o fare cose palesemente irrazionali, contraddittorie o pericolose senza provare l’imbarazzo o il dubbio che fermerebbe una persona con i piedi per terra. All’occhio di un Epstein l’incapacità di un narcisista stupido di percepire i propri limiti, l’assenza di filtro o la cieca fiducia nella propria invulnerabilità non appaiono come forza o coraggio, ma come mancanza di intelligenza strategica. La stupidità di Trump è tale che si è fatto manipolare perfino da un altro narcisista grandioso, Netanyahu, che, a sua volta, ha aspetti di pari stupidità: entrambi, per mantenere il potere, hanno sottovalutato la realtà, la capacità di risposta dell’Iran. Ma sono recidivi: minacciano di riprendere, dopo le rispettive elezioni, le ostilità.

Sembra che Trump sottovaluti ancora la capacità dell’Iran di colpire i data-center prospicienti lo stretto di Hormuz e i cavi che sono stati posti al fondo dello stesso stretto e che contengono connessioni telematiche fondamentali: la concentrazione di mega-data-center nelle monarchie del Golfo e la presenza di cavi sottomarini vitali (come l’Asia-Africa-Europe-1 o le dorsali verso il Medio Oriente) rappresentano un bersaglio altamente asimmetrico; l’Iran e i suoi alleati non hanno bisogno di pareggiare la superiorità militare statunitense in uno scontro aperto; basta loro interrompere il traffico di dati globale o colpire le infrastrutture energetiche e digitali del Golfo per causare danni sistemici da centinaia di miliardi di dollari.

Sembra che Netanyahu voglia usare un’atomica, non si sa quanto tattica, ma così sottovaluta il fatto che i suoi centri nucleari - militari e civili - sono nel deserto, non sotterrati in profondità, e quindi facilmente raggiungibili dai missili iraniani; la vulnerabilità delle infrastrutture civili e nucleari israeliane nel deserto del Negev (dove si trovano il centro di ricerca nucleare di Dimona e altre infrastrutture critiche) può essere oggetto della precisione dei missili balistici e ipersonici iraniani: la potenza nucleare israeliana scoppierebbe proprio in Israele. La dottrina dell’escalation controllata rischia di ignorare la fragilità geografica di uno Stato dalle dimensioni ridotte come Israele! Lo stesso Netanyahu sembra, inoltre, voler allargare la minaccia alla Turchia, un paese membro della NATO, con forze armate convenzionali imponenti e un ruolo geopolitico chiave nel Mediterraneo e in Siria.

Sembra che la stessa cecità accomuni questi due leader alla leadership europea, come ha recentemente notato Jeffrey Sachs in un discorso all’UE ( https://www.youtube.com/watch?v=87vLzbv07kY ), che è iniziato così: Direi che l’Europa si trova in una crisi politica. Il continente è in guerre e il mondo sta cambiando molto rapidamente. Quindi non è esattamente un momento sicuro e può succedere qualsiasi cosa. - intendeva l’uso della bomba atomica russa in risposta all’aggressività della NATO e lo scoppio della terza guerra mondiale, che potrebbe distruggere la vita sul Pianeta - Ma voglio condividere con voi i miei pensieri dal punto di vista costruttivo su come possiamo procedere per fare la pace in modo consapevole e affermativo perché, se continuiamo così, può succedere qualsiasi cosa terribile. Onestamente, è la retorica di questa guerra che ha travolto l’Europa è scioccante e estremamente pericolosa. E a questo aggiungiamo una politica americana che dovrebbe essere vostra alleata, ma posso assicurarvi che non abbiamo mai avuto un presidente peggiore nella nostra storia. Qualcuno che è più incompetente, instabile, stupido e pericoloso dal punto di vista del personaggio. Oltre a tutti gli altri suoi limiti, è una figura patologica. Bisogna davvero occuparsi dell’Europa, e al momento non sta succedendo. …

A questo punto ha fatto un lungo esame storico sull’aggressività colonialista dell’Impero britannico nei secoli, sul fatto che con la fine della Seconda guerra mondiale la guida dell’Occidente è passata di mano dalla Gran Bretagna agli USA e sullo sforzo dei Paesi asiatici per risollevarsi dalla povertà indotta dal colonialismo. Ha anche rilevato che la Russia, che era percepita fin dal 1800 come nemico dalla Gran Bretagna in quanto avrebbe potuto contrastare la politica imperialistica inglese in Asia, è stata a sua volta percepita come nemico anche dagli USA. Viene temuta dagli USA la grandezza geografica di Cina e Russia. E non importa cosa facciano la Russia o l’Unione Sovietica: restano sempre dei nemici. E, se ci si comporta in questo modo abbastanza a lungo, si finisce per arrivare alla guerra in Ucraina … Sono un grande ammiratore di Mikhail Gorbachov, perché è stato il più grande uomo di pace della nostra epoca, e voleva una casa comune europea, ed era possibile per l’Europa averla, e in realtà i tedeschi l’avevano promessa in occasione della riunificazione tedesca, perché il 30 gennaio 1990 il Ministro degli esteri tedesco Hans-Dietrich Genscher, a Tutsin, disse esplicitamente e inequivocabilmente: “La NATO non opererà da nessuna parte a est”. E quel discorso lo potete trovare online. E, il 7 febbraio, una settimana dopo, il mio Segretario di Stato, James Baker III, disse a Gorbachov: “La NATO non si sposterà di un solo centimetro verso est”. E, il 10 febbraio 1990, il Cancelliere Helmut Kohl lo disse a Gorbachov faccia a faccia. Ero presente, non a quegli incontri, ma a Berlino in quelle settimane e in quei mesi, perché nel 1990 ero un consigliere del team economico di Gorbachov, il principale consigliere esterno della Polonia nel 1989. C’era la pace a portata di mano per gli anni a venire, ma nel 1992 gli USA si sono messi in testa di poter governare il mondo. …

Questa non è la guerra di Putin, è la nostra guerra. I nostri strateghi degli anni ’90 si sono messi in testa che gli USA erano la prima potenza mondiale. Chi può minacciarci? Nessuno! Dobbiamo solo controllare che la Russia rimanga una potenza di terzo livello o che si disintegri, come voleva Bredzinski. Fu allora che gli USA progettarono il primato in Eurasia assicurandosi che, in cambio della protezione, i vari Paesi ospitassero le basi USA e facessero quello che gli USA dicevano loro di fare, in modo da circondare la Russia con il sistema missilistico Aegis, perché “abbandoneremo il Trattato ABM nel 2002”. E i russi dissero: “Questo non ci piace!” e non lo dissero solo quando fu esposto, lo dissero ogni giorno fin dal 1991.

E così avvenne l’espansione NATO nei Paesi a ridosso della Russia, finché nel 2008 George W. Bush annunciò alla Conferenza di Bucarest l’espansione all’Ucraina e alla Georgia. E da allora non c’è stata politica estera in Europa fino a che non c’è stata la preghiera di non invadere la Groenlandia: “Vi daremo tutte le basi e i minerali che volete!”.

La cronistoria di Sachs riprende quindi dal colpo di stato in Ucraina del 2014 col rovesciamento del Presidente democraticamente eletto, Viktor Yanukovic, che voleva l’Ucraina neutrale e con le sommosse di Maidan, eterodirette dai nazisti ucraini. E l’Europa non disse: “Aspetta un momento: questo è incostituzionale!”. E riprende dal sabotaggio dell’accordo di Minsk II.

Continua Sachs: E Trump dice: “Con me non ci sarebbe stata la guerra di Ucraina”, ma Trump è il più grande bugiardo in ogni singolo argomento. Lui ha presieduto alla creazione, tra il 2017 e il 2021, di un esercito interoperativo NATO composto da un milione di uomini in Ucraina.

Nel 2021 il Presidente Putin offrì la possibilità di un accordo in cambio dell’impegno al non allargamento della NATO. Telefonai a Jake Sullivan, Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Biden, e dissi: “Accettate!”, ma lui mi rispose: “L’Ucraina non entrerà mai nella NATO, ma la NATO deve mantenere la politica delle porte aperte!”. “Ma volete scatenare una guerra? Volete scatenare una guerra per qualcosa che non ci sarà nemmeno!”, ribattei. E lui: “No Jeffrey, non ci sarà una guerra!”.

Conclude Sachs: Il fatto che la NATO abbia voluto installare delle basi in Ucraina, è questo che ha scatenato la guerra! Il problema è che nessuno può dire la verità! Quindi la mia opinione è che non ci sono motivi per una guerra con la Russia, non ci sono motivi per una guerra con la Cina. Non c’è motivo per un genocidio a Gaza. Gli Stati Uniti e Israele sono complici di un genocidio, perché gli Stati Uniti pongono il veto allo Stato di Palestina. Ma il Partito del Signor Netanyahu fin dal 1977 ha detto che tutta la terra dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo sarà sovranità israeliana. … Non ho sentito l’Europa mormorare per l’attacco americano all’Iran, a parte qualche leader. Questa è una sfacciata e omicida violazione di ogni singolo standard che abbiamo. E Trump si vanta: “Oh, gli altri i miei sei predecessori non l’avrebbero fatto”. Sì, sei l’unico abbastanza stupido da farlo.

Ma dov’è l’Europa? Vi racconto una piccola storia e poi mi fermo. Il giorno dell’attacco, mi è stato chiesto dalla missione cinese all’ONU, dalla missione russa e dalla missione dell’Iran se avrei detto qualcosa al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, perché io credo nella pace e non credo nell’assassinio di un leader di un altro Paese; penso che sia una pessima idea, specialmente se si è nel mezzo di negoziati, motivo per cui erano tutti riuniti nella residenza della Guida Suprema per discutere quale sarebbe stata la loro posizione negoziale a Vienna, all’inizio della settimana successiva. E il Mossad, che è così astuto, ha detto: “Oh, si incontreranno tutti. Perché non li uccidiamo tutti?”. E Trump ha detto: “Sì, è un’ottima idea. Ho rapito il Presidente del Venezuela, ora ho a disposizione tutte le loro entrate petrolifere. Facciamo lo stesso con l’Iran. Sceglierò il prossimo leader il giorno dopo. ”. Beh, in ogni caso attaccarono e il Consiglio di Sicurezza si riunì quel pomeriggio. E mi fu chiesto di testimoniare. Così andai nella Camera del Consiglio di Sicurezza e gli inglesi erano seduti lì e mi dichiararono fuori luogo. Ma io rimasi seduto lì in uno stato di assoluto shock crescente, perché ogni ambasciatore europeo iniziò attaccando l’Iran per aver attaccato i suoi vicini ... ma nessuno ha detto che gli Stati Uniti non avrebbero dovuto iniziare una guerra contro l’Iran.

Amo l’Europa, ma non amo i leader di questa Europa. … L’Europa non sta difendendo l’Ucraina, l’Europa sta uccidendo l’Ucraina. … Non si tratta di un cessate il fuoco. Ci vuole un politico europeo che si alzi e dica: “L’Europa non si allargherà né all’Ucraina, né alla Georgia. Ora fermiamo la guerra.” ... E la guerra finirà su questa base. E ci saranno disaccordi sui confini perché non avremo un accordo giuridico sui confini. E ci sarà una linea di armistizio. E avremo una linea di controllo amministrativo. E questo come in qualsiasi posto del mondo. E potrebbe estendersi per anni o decenni in realtà. Ma i combattimenti finiranno. Ma la follia finirà. La marcia verso la guerra nucleare finirà. E questo non richiede di dire ogni giorno “Dobbiamo avere un cessate il fuoco”, ma piuttosto avere la pace e la sicurezza inclusiva. Ed è facile da realizzare, perché la ragione di questa guerra è assolutamente chiara.

La stessa assenza di colpa e vergogna ha mostrato in questi giorni, in linea col Presidente Trump, il governo italiano, che non si assume la responsabilità del fatto di dare la priorità alle armi piuttosto che al mondo della società civile. Eppure, in un Paese che fa pochi figli e i cui figli migliori fuggono all’estero, sono proprio i lavoratori immigrati a contribuire nel reggere col loro lavoro – e loro faranno sempre di più – l’economia italiana. Eppure in cinque anni di governo non è stato fatto niente per prevenire il disagio italiano, che coincide col disagio degli immigrati e con quello giovanile: destinare risorse a lavoro, scuole, sanità. Sono state fatte solo leggi sulla sicurezza, che aumentano l’insicurezza di chi le ha fatte e di chi le subisce … recludere in istituto o in Albania serve solo a far riprodurre i problemi in modi più complicati e più difficili da risolvere, perché, come dice Sachs, la ragione di questa guerra è assolutamente chiara!

La pace e la sicurezza inclusiva richiedono un percorso lungo e difficile e la partenza con i narcisisti grandiosi al potere non è una buona partenza.

Adolfo Santoro

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