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domenica 05 dicembre 2021

VIGNAIOLI E VINI — il Blog di Nadio Stronchi

Nadio Stronchi

Nadio Stronchi, autore di “Vignaioli e vini della Val di Cornia e Isola d’Elba”, è un appassionato cultore di vini e, più in generale, di mondo agricolo. Bibliofilo e instancabile ricercatore è stato promotore di attività enoiche dentro la storia locale Val di Cornia, Toscana

Cabernet Sauvignon, origini anche in Val di Cornia

di Nadio Stronchi - domenica 03 ottobre 2021 ore 09:00

Vitigno di origine incerta, probabile? secondo alcuni personaggi umanisti del tempo passato, molto chiaccherato. Come ogni altra uva portata qua e la dagli uccelli che se ne cibavano e lasciavano vinaccioli ovunque. Il Cabernet Sauvignon, però, ha una “marcia” in più

Questa notizia farà comunque discutere

L’azienda Vinicola di Vignale, a suo tempo fattoria di Vignale prestigiosa e molto estesa, di proprietà della famiglia Franceschi Galletti di origine corsa, nel 1894, da un documento in possesso degli attuali proprietari, è testimoniata la coltivazione dei vitigni Cabernet Sauvignon e Pinot Bianco. 

Nel 711 già proprietà dei vescovi di Lucca, venne acquistata dalla famiglie Franceschi Galletti nel 1629. In seguito, oltre a Vignale, acquistò altri terreni dal Conte Curzio Desideri proprietario della fattoria di Poggio all’Agnello, presso località Sdriscia-Vignarca facendoci un allevamento di cavalli di razza araba; a quei tempi le fattorie erano fucine di attività eterogene. Verso la fine della seconda metà dell’800 nella fattoria ci lavorò un certo Alfredo Flori il quale nei primi anni del ‘900 emigrò negli Stati Uniti, in California, zona Calistoga-Napa, oggi, zona rinomata per i suoi vini. 

Nel 1894 il nuovo proprietario della fattoria di Vignale, il conte Eugenio Figoli ricevette dal proprietario del Castello di Tagliolo in Piemonte un certo Pinelli G delle talee di Pinot Bianco 1200, e di Cabernet Sauvignon 2500. Possiamo dire che è una testimonianza dei primi vitigni di questo tipo in Val di Cornia e non solo, fatta salva una eventuale notizia che possa testimoniare altri vitini prima del 1894. 

Alfredo Flori migra in California degli Stati Uniti e porta con se delle talee dei vitigni menzionati e dopo alcuni anni manda delle magnifiche fotografie dei vigneti di Calistoga-Napa in California USA. 

Possiamo affermare che questa notizia e uno scoop! Si!, perché tutto è successo molto prima che si parlasse di Cabernet Sauvignon nel bolgherese con la nascita del vino Sassicaia. Se solo i proprietari di Vignale avessero continuato a coltivare quei vitigni, oggi avremo fatto dei paragoni enologici ben diversi. 

In Val di Cornia il Pinot B e il Cabernet Sauvignon è tornato alla ribalta dal 1980 in poi, cioè, quando ci fu l’innovazione enologica con la seconda Condotta Enologica d’Italia creata da sottoscritto attraverso il Comitato Cittadino di Venturina e con le richieste delle ITG, DOC e DOCG richieste da Comuni. Nel bolgherese si è diffuso negli anni ’60 con le iniziative del marchese Incisa della Rocchetta in luogo detto Castiglioncello di Bolgheri. 

Il vitigno di Cabernet Sauvignon è senz’altro il vitigno più prestigioso che concorre a creare moltissimi vini con l’aggiunta di uvaggi rossi diversi, ma comunque da solo, cioè in mono-uvaggio sta dando dei grandissimi vini. 

Una prova trovata in Populonia è l’azienda Poggio Rosso nella quale si respira aria etrusca e si beve vino fatto con tutta la passione e la sapienza dei conduttori della cantina che è la famiglia Monelli Ivano, Edi la moglie, Diego il figlio e la moglie Elisa. Il vino è VELTHUNE nome riferito alla divinità etrusca delle stagioni. 

Nadio Stronchi

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