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lunedì 26 settembre 2022

VIGNAIOLI E VINI — il Blog di Nadio Stronchi

Nadio Stronchi

Nadio Stronchi, autore di “Vignaioli e vini della Val di Cornia e Isola d’Elba”, è un appassionato cultore di vini e, più in generale, di mondo agricolo. Bibliofilo e instancabile ricercatore è stato promotore di attività enoiche dentro la storia locale Val di Cornia, Toscana

​Napoleone Bonaparte e il vino dell’Isola d’Elba

di Nadio Stronchi - martedì 08 febbraio 2022 ore 07:30

Un testo di Vincenzo Mellini, 1914, dal titolo, “L’Isola d’Elba durante il governo di Napoleone I, Tipografia “Nuovo Giornale”, FI, pag.373, è in mio possesso; costatomi centocinquantamila lire, l’ho acquistato perché sono rimasto incuriosito dal personaggio di tanto prestigio e incuriosito da quel periodo che l’autore ha descritto con notevole minuziosità. 

Ho avuto l’impressione concreta che l’autore Mellini sia andato a rovistare negli archivi napoleonici con il risultato di descrivere gli eventi con accuratezza. Nel testo, però, credevo di trovarci menzionato, in modo ricorrente, il prodotto vino e invece è ricordato poche volte, essendo un problema per Napoleone di poca importanza rispetto ai suoi principi sociali e militari che servivano per governare le nazioni conquistate e in questo caso specifico affidatogli con esilio il governo dell’Elba. 

Dieci mesi, febbraio-novembre 1814, sono ben poca cosa, ma l’impronta napoleonica ha lasciato un qualche segno indelebile del suo pensiero di vita. Il vino che Napoleone ha degustato, ricordato dagli atti storici e ricordati dal Mellini nel testo è quando l’imperatore, il giorno 5 febbraio, il giorno dopo il suo arrivo all’Elba, va in missione da Portoferraio a Rio per rendersi conto dello stato in cui versava l’Isola. Al ritorno si ferma in zona Magazzini, Tenuta la Chiusa di proprietà del sig. Castelli Taddei e nella occasione gli viene offerto del vino che lui degusta e lo fa degustare alle persone del suo seguito, senza nessun commento particolare sulla qualità del vino. 

Sottolineo questo evento essendo uno dei pochi cenni del libro dove si ricorda il vino. Un altro evento è quando l’imperatore fa portare sulla nave Incostate una parte del suo vino della sua cantina. E’ strano che dai carteggi non risulti nessun commento sulla qualità del vino da parte dell’imperatore, ma si deve presumere che, non fosse in grado di dare un giudizio, o il vino non fosse di buona qualità e non volesse infierire sul suo proprietario, cioè il Castelli Taddei. 

Il maresciallo Bertrand era colui che gli procurava il vino per la tavola dell’imperatore estimatore di ghiottonerie, ma dei giudizi sui vini degustati non c’è traccia. E’ lecito pensare però, che in quegli anni ci sarà stato qualche produttore che facesse un buon Moscato o Aleatico, pur essendo vero che non c’erano accorgimenti tecnici appropriati, tutto era improvvisato o per sentito dire. 

Molto tempo dopo anche Arturo Marescalchi, enologo prestigioso del fine 800, decantava gli spumanti di moscato elbani. Il Giuseppe Pazzini, poeta, decantava con il poemetto eroicomico “Bacco nell’Elba” dicendo del vino come: “della terra ove nasce un liquor si generoso; Dopo il nettar celeste più prezioso” 

Qualcosa di vero c’era, ma chissà, tutto era relativo a come veniva considerata, in quei tempi, la qualità dei prodotti compreso il vino. Prima che arrivasse la Fillossera anche all’Elba, cioè nei primi anni della seconda metà dell’800, gli ettari coltivati a vigne erano 5000, con 3000 aziende, nel 1985 gli ettari coltivati sono stati 600 nonostante l’ottenimento delle DOC del Bianco, Rosato, Rosso e Aleatico del 1967. Il Moscato non era previsto dal disciplinare perchè non fu menzionato nella relazione storica a suo tempo, per dimenticanza, da inoltrare al Ministero. Dal 2011 è stato ottemperato alla mancanza potendo acquistare il Moscato Passito DOCG. 

Per dimostrare che l’enologia elbana è agli ottimi livelli, questa volta voglio proporvi un ALEATICO PASSITO DOCG della azienda Cecilia fondata da Giuseppe Camerini, scomparso da poco, per cui è subentrato il nipote. Fu il podere la Casina in Campo Elba iscritto al l’albo DOC da 1978, poi trasformato in Soc. Agricola “CECILIA” nel 1990; Ora sono dieci ettari di vigneti per fare vino Bianco IGT moscato secco , Elba Rosato DOC , Elba Rosso DOC, Aleatico Passito DOCG, Ansonica DOC, Vermentino IGT, Oglasa SyrahI GT, Sette Terre Chardonnay IGT. Ecco le sensazioni che mi hanno dato l’Aleatico 2020. COLORE: rosso rubino con riflessi aranciati PROFUMO: Fine, armonico, persistente con sentori di frutta appassita GUSTO: caldo, armonico, dolce ma con una vena acidula, pieno corpo e persistente sensazione finale. Un vino nel quale prevale l’armonia delle proprie qualità e vuol dire molto.

Nadio Stronchi

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