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Attualità Mercoledì 20 Aprile 2016 ore 22:04

Inceneritore sotto inchiesta

La Procura di Pistoia indaga sulle emissioni di diossina. Danno ambientale e alla salute dei cittadini i principali reati ipotizzati



MONTALE — Il termovalorizzatore di via Tobagi ha davvero sforato i limiti previsti dalle legge per quanto riguarda l'emissione di diossine? Gli enti che dovevano controllare, ovvero Asl, Arpat e i Comuni di Agliana, Montale e Quarrata (proprietarie di Cis spa), hanno fatto di tutto per salvaguardare la salute dei cittadini e l'ambiente?

A queste domande sta cercando di rispondere l'indagine del procuratore capo Paolo Canessa e del sostituto procuratore Linda Gambassi. L'indagine, avviata da qualche tempo, è scaturita dai nuovi esposti presentati dai comitati locali e da una notizia di reato trasmessa alla procura dalla polizia giudiziaria.

Il periodo preso in esame è quello che va da luglio 2015 alla metà di agosto, ma anche oltre. E' proprio relativamente agli sforamenti registrati in quel periodo d'estate che all’inizio di settembre, il gestore dell’inceneritore, la società Ladurner, fu costretto a bloccare una linea dell’impianto. Sforamenti che il gestore ha poi attribuito ad un problema inerente i carboni attivi utilizzati.

Il fascicolo aperto in Procura è per adesso contro ignoti: i profili che sono al vaglio vanno dal danno ambientale al danno alla salute. Nel caso fosse accertato che vi è stato inquinamento, la Procura valuterà se vi siano responsabilità da parte degli organi (Asl, Arpat, Comuni) che avrebbero potuto intervenire per impedirlo. L'ipotesi di reato è quella di omissioni di atti d'ufficio.


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