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Attualità venerdì 29 luglio 2016 ore 11:19

Il non compleanno dei poliziotti pistoiesi

Il sindacato autonomo scrive al Ministro Madia per chiedere il rinnovo dei contratti di lavoro, fermi da sei anni: "Siamo nell'illegalità"



PISTOIA — Si festeggia, ironicamente, il "non compleanno" dello sblocco dei contratti, spegnendo la candelina dell'illegittimità.

Il sindacato autonomo della Polizia ha consegnato nella mani del Prefetto Angelo Ciuni una lettera indirizzata al Ministro per la semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia.

I contratti dei poliziotti, pistoiesi compresi, sono fermi dal 2009. E l'anno scorso una  sentenza della Corte Costituzionale è intervenuta stabilendo come illegittimo il regime di sospensione della contrattazione collettiva.

“Il contratto nazionale è un elemento centrale di equità sociale redistributiva alla base dell'intero sistema - scrive il Sap - Ogni lavoratore ha il diritto a una retribuzione sufficiente e proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto, nonché alla dignità professionale. Il Ministro Madia ha sostenuto che il rinnovo dei contratti pubblici si terrà se ci sarà più sviluppo e maggiore crescita economica. Questo, oltre a sconfessare la sentenza della Corte Costituzionale, è un modo per continuare a fare melina prendendo in giro i dipendenti pubblici, primi tra tutti quelli del Comparto sicurezza (oltre 300mila), i cui sindacati di riferimento non sono stati neppure invitati a sedere al tavolo delle trattative".

Il sindacato autonomo di Polizia, sia attraverso il suo segretario generale Gianni Tonelli sia attraverso il segretario pistoiese Andrea Carobbi Corso, chiede il rinnovo del contratto di lavoro e lo sblocco del turn over, in aggiunta alle dotazioni logistiche e di equipaggiamento degli agenti (automobili, divise), nonché la formazione degli operatori di polizia.

"Perché oltre alla mancanza di un contratto nazionale, gli agenti sono costretti a lavorare in condizioni di estremo disagio - spiegano dal Sap - Automobili rotte e vecchie, giubbotti anti proiettile scaduti o non idonei alla protezione delle armi 'pesanti' quali i kalashnikov". 

Una situazione che, soprattutto a Pistoia, il segretario Carobbi Corso ha più volte definito "al collasso"


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