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Attualità mercoledì 17 febbraio 2021 ore 14:09

Ducceschi e Nardi benemeriti della Liberazione

festa di liberazione lo scorso anno a Pistoia
Un momento della festa di liberazione lo scorso anno a Pistoia

Il riconoscimento a Pippo e Vincenzo, protagonisti della libertà cittadina, deciso con l'approvazione di una mozione bipartisan in consiglio comunale



PISTOIA — Manrico Ducceschi detto Pippo e Vincenzo Nardi sono cittadini benemeriti di Pistoia. Il riconoscimento ai due protagonisti della liberazione cittadina è stato deciso con una mozione bipartisan approvata dal consiglio comunale pistoiese durante l'ultima seduta, lunedì 15 febbraio.

L'atto ricorda che "sono trascorsi 76 anni dalla Liberazione della città di Pistoia, dall'occupazione nazista e dal regime fascista" e "Ducceschi e Nardi si distinsero per coraggio e abnegazione durante la lotta che portò alla riconquista della libertà". La mozione richiama dunque per sommi capi i profili dei due benemeriti. "Manrico Ducceschi, detto Pippo, che avrebbe compiuto 100 anni nel 2020 fu comandante della XI zona della Linea Gotica ottenendo vittorie di comune valore tanto che fu insignito dal Governo degli Usa della Bronze Star Medal".

"Vincenzo Nardi, nato il 4 gennaio 1915 a Montale, ex vicesindaco e presidente della Provincia, fu il comandante della XII zona della Linea Gotica ottenendo importanti successi tali da essere insignito con decreto del Presidente della Repubblica della medaglia al valor militare".

La mozione, presentata da Giampaolo Pagliai di Forza Italia Centristi per l'Europa, è stata condivisa dai gruppi di maggioranza (Forza Italia Centristi per l'Europa, Pistoia Concreta, Lega per Salvini Premier, Fratelli d'Italia e Amo Pistoia) e di minoranza (Partito Democratico, Pistoia in Azione, Pistoia Sorride, Pistoia Città di tutti, Movimento 5 stelle, Pistoia Spirito libero, Gruppo Indipendente e Italia Viva).

La mozione è stata presentata da Giampaolo Pagliai, consigliere di Forza Italia – Centristi per l'Europa.

«Avrei preferito approvare questa proposta quando fu approvata la mozione che dichiarò cittadino benemerito Silvano Fedi. In quella data decorrevano cento anni dalla nascita di Fedi, ma era anche lo stesso anniversario di Ducceschi. Se il fine giustissimo di dare una sepoltura perpetua a Silvano Fedi, che non ne aveva bisogno essendo caduto in azione di guerra - c'è, appunto, una legge che prevede questo -, per Vincenzo Nardi e Manrico Ducceschi non è così perché non sono deceduti in azioni di guerra».

Pagliai ricorda, poi, Manrico Ducceschi. «Manrico Ducceschi era sempre stato attento nelle azioni militari, lo scrive nei suoi diari, a non dare adito a reazioni che mettessero a repentaglio la vita dei civili. “Pippo” è morto in circostanze oscure, ma a distanza di molti anni la verità sta venendo fuori grazie anche alla tenacia della nipote. Manrico Ducceschi, come comandante della sua formazione, scrisse una relazione finale, ufficiale, pubblicata dove raccontava tutto ma concludeva così, queste le sue parole: “Ricordatevi che tutti noi, dal primo all'ultimo, siamo ammalati ancora, come lo è e lo sarà per molto tempo il nostro disgraziato popolo del male fascista che si chiama prepotenza, disonestà, ambizioni, gerarchismo, strafottenza. Dobbiamo dunque prima ancora di combattere questo male negli altri cercare, nei limiti del possibile, di estirparlo di mezzo a noi. Prima di allora nessuno di noi si dovrà sentire in nessun caso all'altezza né di eleggersi a giudice né di stimarsi partecipe delle forze sane della nazione».

Pagliai ha anche ricordato un episodio legato a Vincenzo Nardi. «Da una confidenza raccolta dal canonico Lelli della chiesa di San Paolo di Pistoia, ma anche da altri, si capisce quale fosse l'animo di Vincenzo Nardi. Subito dopo la caduta del fascismo, Nardi era comandante militare nella zona di Pistoia, furono arrestati un gruppo di giovani fascisti e incarcerati nella sede dell'ex Gil (Gioventù italiana del littorio) in piazza San Francesco, che era stata prigione degli antifascisti nel periodo del fascismo. Fuori la gente voleva linciare questi giovani e il canonico Lelli, che era partigiano, amico di Vincenzo lo scongiurò di lasciarli andare via. Il giorno dopo il canonico Lelli tornò in piazza San Francesco e chiese dei quattro ragazzi fascisti, Nardi rispose che non li aveva visti, non c'erano più perché li aveva fatti scappare».

Dopo la presentazione di Pagliai sono intervenuti alcuni consiglieri comunali tra i quali il capogruppo del Partito Democratico Walter Tripi.

«Occasioni come questa – ha sottolineato Tripi - sono sempre importanti per la città. Così come, alcuni mesi fa, avevamo proposto di onorare la figura di Silvano Fedi, oggi si aggiunge un tassello nella memoria collettiva. Si tratta di passaggi che non hanno contesto: la Pandemia, la fase complessa che stiamo vivendo e che ha la nostra massima attenzione non deve mai oscurare cuore e mente della Pistoia medaglia d'argento per la lotta al fascismo, comunità democratica e dai profondi valori di libertà. Ogni volta che si rende indelebile la memoria di figure che questa libertà l'hanno conquistata per noi, si rende anche un servizio alle generazioni future: con il peso del passato, si costruiscono anche i valori del futuro».


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