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Attualità lunedì 25 aprile 2016 ore 20:08

"Rigorosi e intransigenti sui diritti universali"

Foto tratte dalla pagina facebook "Per Samuele Bertinelli"

Il sindaco Bertinelli ha parlato durante la celebrazione del 25 Aprile ricordando Aldo Michelotti partigiano morto la scorsa settimana a Collodi



PISTOIA — "È giusto ricordare qui, in questa solenne cerimonia, il lascito di un altro partigiano, Aldo Michelotti, morto lo scorso martedì, all'età di 90 anni. Aldo Michelotti, il Biondino, entrò in fabbrica all’età di 14 anni, nel 1940, alle officine Galileo di Firenze. Fu lì che iniziò quell’apprendistato antifascista che lo portò, dopo l’8 settembre, a rifiutare l’arruolamento nell’esercito di Salò e a dar vita, il 12 novembre, ad una formazione partigiana, della quale fu nominato comandante, nonostante fosse il più giovane del gruppo. Aldo Michelotti ha testimoniato, con la sua vita, soprattutto per coloro che non hanno vissuto direttamente quei drammatici eventi, la vitalità, la forza e l’attualità di un messaggio di impegno personale, di ribellione all’ingiustizia, di non conformismo, di difesa e promozione attiva, della libertà e della civiltà per ognuno e per tutti. A lui e a tutti i ribelli, i patrioti, i resistenti che combatterono sulle montagne e nelle pianure, anche delle nostre terre, vogliamo nuovamente in questa occasione rendere un commosso omaggio".

Il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli ha voluto ricordare anche Aldo Michelotti, conosciuto come "il biondino"  per i suoi riccioli d'oro, morto la scorsa settimana nella sua casa di Collodi e memoria storica della Resistenza pesciatina.

In occasione delle celebrazioni per il settantunesimo anniversario della Liberazione, Bertinelli ha anche lanciato un monito: "Nel tempo difficile che attraversiamo, v'è chi, anche in Italia, è tornato ad alimentare quotidianamente la paura del diverso e la rabbia verso l'altro da sé, e promuove continue e violentissime campagne d'odio".

"Commemorare degnamente i caduti della Resistenza, celebrare la giornata della nostra Liberazione nazionale significa avere una memoria viva - ha continuato Bertinelli - E' sufficiente che ad un solo uomo siano negati i propri diritti fondamentali, perché siano negati a tutti, perché quei diritti cessino di essere tali e si mutino soltanto in privilegi per qualcuno; è sufficiente che sia offesa la dignità di un solo umano perché sia calpestata quella di tutti".

"La fermezza dei nostri principi democratici è alla prova esattamente quando siamo chiamati ad assicurarne il rispetto nei confronti di coloro che sentiamo più distanti o, addirittura, persino ostili - ha aggiunto Bertinelli - Solo se saremo rigorosi ed intransigenti nel garantire universalmente i diritti inviolabili della persona, potremo essere parimenti esigenti nel pretendere l'ottemperanza ai doveri inderogabili che ciascuno ha nei confronti del prossimo e dell'intera comunità".


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