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Attualità sabato 26 giugno 2021 ore 12:04

Vivaisti riuniti per il cambio al vertice

Magazzini, Ferrini e Mati
Magazzini, Ferrini e Mati

L'assemblea di distretto è già in calendario, e il presidente Mati è a fine dei due mandati previsti. Ecco chi è il candidato successore in pole



PISTOIA — Vivaisti ornamentali del distretto di Pistoia verso l'assemblea che vedrà la scelta della nuova guida dell'organismo. L'appuntamento è in calendario per il prossimo venerdì 2 Luglio presso il Circolo di Masiano, e l'occasione segnerà la fine dei due mandati con la presidenza di Francesco Mati. Verrà dunque scelto il suo successore. E un candidato eccellente c’è già: Francesco Ferrini, professore ordinario di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree dell’Università di Firenze, membro dell’Accademia dei Georgofili, fra i massimi esperti a livello internazionale di arboricoltura urbana. Lo ha proposto nei giorni scorsi il presidente di Cia Toscana Centro Sandro Orlandini.

Ad annunciarlo sono lo stesso presidente uscente Francesco Mati e il presidente dell’Associazione vivaisti italiani (Avi) Luca Magazzini che tracciano anche un breve bilancio degli ultimi sei anni: circa la metà nell’assetto che vedeva la Provincia di Pistoia come coordinatore distrettuale e l’altra metà con Avi nel ruolo di soggetto referente del distretto, secondo quanto previsto dalla legge regionale n. 17 del 2017 (Nuova disciplina dei distretti rurali).

"Sono stati sei anni alla fine positivi, ma molto difficili – afferma Mati – se pensiamo che nel 2015, quando ho iniziato, si era forse nel momento peggiore del distretto, nel cuore di una crisi economica mondiale, con fatturati in contrazione e continue richieste di ribassi sui prezzi delle piante, spesso con scorrettezze commerciali di alcuni Paesi con maggiore potere economico che facevano il bello e cattivo tempo. E ci sono stati anche alcuni fallimenti". 

Poi: "A peggiorare la situazione - prosegue Mati - è arrivato un anno dopo un rapporto dell’Arpat che constatava tracce di erbicidi in percentuali eccessive in alcune acque di superficie della piana pistoiese, rapporto che ha innescato polemiche e speculazioni riguardo al nostro impatto ambientale, quasi fossimo una delle principali cause d’inquinamento della Toscana". 

Dopo, però, "abbiamo potuto mostrare come produciamo e che cosa facciamo per rendere più ecosostenibili le coltivazioni: dai pacciamanti alternativi ai diserbanti nei vasi, alla lotta biologica con insetti antagonisti per sconfiggere i parassiti. E’ arrivato il protocollo con la Regione Toscana per ridurre gli agrofarmaci e l’invito della Regione a partecipare a un Progetto integrato di distretto (Pid) con cofinanziamenti per investimenti nella riduzione dell’impatto ambientale, ad esempio per la sostituzione delle vecchie macchine irroratrici con gli ultimi modelli che usano quantità nettamente inferiori di principi attivi". 

"Penso quindi che adesso, grazie al lavoro fatto in questi sei anni di mandato prima con la Provincia poi con il soggetto referente, molte delle accuse infondate siano state chiarite e che siano stati messi in evidenza i fattori positivi del vivaismo, a cominciare dal fatto che, per l’azione positiva di sequestro di CO2 e di assorbimento delle polveri sottili delle piante dei vivai - conclude Mati - le coltivazioni in pieno campo hanno bilanci ambientali addirittura positivi, mentre quelle in vaso bilanci solo leggermente negativi, e quindi di quasi 3 mila volte inferiori a quelli di certi settori industriali (cioè un ettaro di vivaio ha un peso ambientale circa tremila volte inferiore a quello industriale)".


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