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Attualità venerdì 04 giugno 2021 ore 08:31

Cinghiali e lepri, spaghettata con i tubi irrigui

Il reticolo degli spaghetti in un vivaio
Il reticolo degli spaghetti in un vivaio

Si chiamano proprio così, "spaghetti", i tubicini che portano acqua alle piante in vivai e altri spazi coltivati. E i selvatici li devastano



PISTOIA — Per minilepri e cinghiali spaghettata di mezzanotte in vivai e aree coltivate. Peccato che gli "spaghetti" in questione siano i tubicini degli impianti di irrigazione goccia a goccia, che soprattutto nei vivai ornamentali assicurano l’uso efficiente dell’acqua. Ma i selvatici soprattutto col caldo sono attratti dai fossi e dall'umidità che garantiscono. E allora i cinghiali scorribandano e le minilepri - specie non autoctona - ci si affilano persino le zannette.

Disperati vivaisti e agricoltori che affidano a Coldiretti Pistoia il loro grido di dolore: “L’eccesso di animali selvatici è ormai una patologia, ma dobbiamo evitare che diventi una malattia degenerativa. La situazione peggiora sempre di più. Gli spaghetti – spiega Paolo Niccolai, vivaista della rete Coldiretti - sono utilissimi e fragili. Sono facilmente spezzati dai cinghiali nello loro scorribande nelle vasetterie alla ricerca di lombrichi e rosicchiati dalle minilepri, che li usano per limare i propri incisivi in sostituzione delle corteccie degli alberi”.

La minilepre, si diceva, è una specie non autoctona. Il suo tasso di riproduzione è notevole, e al pari degli ungulati rende la vita difficile agli imprenditori agricoli anche in zone chiaramente non vocate alla presenza di fauna selvatica, come è la pianura dei vivai pistoiesi dove la presenza dovrebbe essere pari a 0. Il danno per le aziende è soprattutto indiretto: un tubicino rotto e non sostituito porta, durante il periodo caldo, la specifica pianta a seccarsi nel giro di 2-3 giorni. 

Per limitare le perdite sono necessarie perlustrazioni costanti, soprattutto nei vivai a vasetteria: “La scorsa estate – spiega Niccolai - su una piccola zona di 1.200 metri quadri abbiamo effettuato tra giugno e settembre tre controlli a settimana, alla ricerca degli spaghetti rotti per sostituirli. Un costo non da poco considerando la piccola estensione: tra piante comunque seccate, sostituzione tubicini e soprattutto manodopera circa 2.000 euro”.


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