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Attualità sabato 08 febbraio 2020 ore 15:25

La chirurgia epatica fa passi da gigante

Dal centro aziendale per la chirurgia epatica nuove speranze per i pazienti affetti da tumore. A breve collaborazione con Aou Careggi



PISTOIA — A soli due giorni dall’operazione, nella sua stanza all’interno del setting chirurgico, mangia seduto a tavola il semolino. E' la storia di un paziente del San Jacopo, che ha subito un intervento di resezione al fegato per metastasi epatiche e che presto potrà fare ritorno a casa seguendo il percorso assistenziale, medico e infermieristico, indicato alla dimissione. Dieci anni fa, sottolinea l'Usl Centro, non sarebbe stato operabile. Oggi, invece, il suo caso non è isolato. 

Come spiegato a Tvl dal direttore dell’area chirurgica aziendale e della chirurgia generale del San Jacopo Sandro Gianessi, sono quaranta i malati affetti da metastasi trattati l'anno scorso nell’ospedale di Pistoia.

La chirurgia epatica di tutta l’Azienda USL Toscana centro è stata centralizzata a Pistoia per la disponibilità di una équipe dedicata, coordinata dal dottor Massimo Fedi, che unisce principalmente competenze chirurgiche, anestesiologiche (Chiara Bondi), infermieristiche (Tania Fioravanti) , oncologiche (dottoressa Miriam Ricasoli) e di radiologia interventistica (dottor Luca Carmignani). L’altro chirurgo esperto è la dottoressa Sara Riccadonna.

“E’ grazie all’istituzione di unica Azienda e al dipartimento delle specialistiche chirurgiche diretto dal dottor Stefano Michelagnoli, se è stato possibile realizzare questo progetto che vede integrate anche le équipe che provengono dagli altri ospedali (in particolare dal Santo Stefano, Borgo San Lorenzo, San Giovanni di Dio, Santa Maria Annunziata): i chirurghi tutor condividono con noi, tramite la rete USL, le immagini diagnostiche per il consulto clinico a cui segue la loro presenza operativa nelle nostre sale; viceversa noi, per esempio, andiamo ad integrare l’équipe chirurgica del San Giovanni di Dio dov’è centralizzata la patologia pancreatica”, ha spiegato Giannessi.

"Ultrasuoni, elettrobisturi a radiofrequenza, ecografie imtraoperatorie, microonde e recentemente la colonna laparoscopia in Hd, 4K e 3D oltre al percorso di preospedalizzazione con esami di altissimo livello - sottolinea l'Usl Centro- hanno innalzato la qualità degli interventi nella sala operatoria di cui è referente la dottoressa Federica Pellegrini".

“Anni fa quello che stiamo facendo era impensabile; oggi grazie all’esperienza acquisita e alle notevoli dotazioni tecnologiche di cui disponiamo siamo in grado di intervenire anche nella chirurgia epatica maggiore, garantendo i migliori risultati, la sopravvivenza anche nel caso in cui sia necessario prelevare la metà del fegato e interventi sempre più personalizzati”, ha aggiunto Fedi.

"Il Team chirurgico - aggiunge l'azienda sanitaria-  si completa con l’anestesista, la dottoressa Bondi, che segue il paziente dall’ingresso in sala operatoria alla fine dell’intervento attraverso il monitoraggio dedicato che prosegue nella fase post operatoria in recovery room. Fondamentale l’apporto degli infermieri specializzati, sia in sala che durante la degenza che seguono costantemente tutto il percorso clinico assistenziale del paziente. Il progetto dell’ospedale San Jacopo, di cui è direttore sanitario la dottoressa Lucilla Di Renzo, prevede ulteriori sviluppi in ambito regionale: a breve sarà avviata una reciproca collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi finalizzata a migliorare ulteriormente le attuali prestazioni chirurgiche".



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