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Attualità venerdì 31 gennaio 2020 ore 14:47

Museo Marini, sindaco a Roma e Regione in campo

Tomasi ha incontrato il Capo di Gabinetto di Dario Franceschini. La Regione chiede al presidente della Fondazione di cancellare i licenziamenti



PISTOIA — Viaggio a Roma, ieri, per il sindaco Alessandro Tomasi, che nelle scorse settimane aveva chiesto un incontro al Capo di Gabinetto del Ministro Dario Franceschini in merito alla vicenda delle opere del museo Marino Marini.

Durante l’incontro - che si è tenuto al Ministero per i beni e le attività culturali - Tomasi ha consegnato un dossier per il Ministro ribadendo l’indissolubile legame che esiste tra Pistoia e il Maestro, un’unione su cui la Soprintendenza, organo periferico del Mibact, ha posto un vincolo di pertinenza.

"L’incontro a Roma – spiega il sindaco Tomasi – era necessario per sottolineare ancora una volta che le opere di Marino devono restare a Pistoia e per tutelare il nostro patrimonio culturale".

Durante la riunione, come detto, il sindaco ha consegnato un fascicolo per ricostruire l’intera vicenda, a partire dall’istituzione della Fondazione e dalla volontà della vedova Mercedes Pedrazzini, fino agli ultimi sviluppi e alle decisioni del cda.

Oggi il Ministro Franceschini sarebbe dovuto essere a Pistoia per la prima tappa dell’Anno del treno turistico ma la visita è stata cancellata a seguito della convocazione di un Consiglio dei ministri sul Coronavirus, come spiegato stamani nella sala convegni del Deposito dei rotabili storici, proprio in occasione dell’iniziativa sulla Porrettana.

L’incontro con il Capo di Gabinetto, Lorenzo Casini, è una azione che si aggiunge a quelle già messe in campo dal Comune contro il trasferimento delle opere del Maestro e la sospensione delle attività decise dalla Fondazione Marino Marini (con il voto contrario del sindaco).

Il 20 gennaio scorso Alessandro Tomasi, dopo l’incarico dato dal Comune all’avvocato Alessio Colomeiciuc per valutare le iniziative legali da intraprendere, ha presentato un esposto al Prefetto Emilia Zarrilli per evitare che Pistoia venga privata del suo inestimabile patrimonio culturale. Adesso si attende il pronunciamento prefettizio.

Nel frattempo, in Regione Toscana, è in preparazione una lettera al presidente della Fondazione affinché ritiri le lettere di licenziamento partite nei confronti di due lavoratori. Lettere partite dopo la decisione della Fondazione stessa di spostare il museo a Firenze. La invierà il consigliere del presidente Rossi Gianfranco Simoncini, a nome della Regione. E’ quanto emerso dall’incontro che lo stesso Simoncini ha avuto stamattina a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati, con una delegazione della CGIL e Filcams CGIL di Pistoia.

I rappresentanti sindacali hanno esposto a Simoncini tutte le preoccupazioni per le conseguenze relative all’ipotesi di spostare a Firenze, nel complesso di San Pancrazio, le opere dello scultore. Anzitutto per la decisione, sempre del presidente della Fondazione Pedrazzini, di licenziare due degli attuali quattro dipendenti; in secondo luogo, per il rischio che anche gli altri due dipendenti possano essere messi in discussione; ancora, per i contraccolpi sull’indotto del museo, in particolare per la cooperativa che gestisce il museo e le attività didattiche (un’altra decina di persone); infine per il danno arrecato all’immagine culturale della città, considerato che il museo ogni anno attira circa 10-12 mila visitatori l’anno. I rappresentanti sindacali hanno sottolineato a questo proposito il voto contrario espresso nel cda da parte del sindaco Tomasi.

Simoncini, nel prendere atto di queste informazioni e delle preoccupazioni dei sindacati, scriverà al presidente della Fondazione chiedendo il ritiro delle lettere di licenziamento, nell’ambito della riconsiderazione della decisione di arrivare alla chiusura e spostamento del museo. Questo anche alla luce del vincolo di pertinenza tra le opere di Marino Marini e il luogo che le conserva, il palazzo del Tau di Pistoia, posto dalla Soprintendenza .



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