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Attualità mercoledì 25 marzo 2020 ore 16:40

Come gestire la gravidanza limitando il contagio

Il direttore di Ginecologia ed Ostetricia e dell'area aziendale di ginecologia dell'AUSL Toscana centro ha chiarito i rischi connessi all'epidemia



FIRENZE — Pasquale Florio, il direttore dell’Area di Ginecologia ed Ostetricia dell’ASL Toscana Centro e direttore dell'area aziendale di ginecologia AUSL Toscana Centro affronta il tema della gestione della gravidanza durante l'emergenza sanitaria dovuta all'epidemia da coronavirus.

I controlli in gravidanza continuano ad essere assicurati regolarmente?

"Certamente. Sono assolutamente assicurati tutti i controlli previsti dal protocollo regionale di assistenza alla gravidanza fisiologica, che sono eseguiti sul territorio, e negli ambulatori dedicati alle gravidanze a rischio, che vengono effettuati qui nel nostro ospedale a Pistoia. In un periodo così complesso, abbiamo dovuto imporre delle regole a scopo prudenziale. Le pazienti accedono all’ambulatorio senza accompagnatore e si preferisce siano dotate di mascherina. L’accesso all’ospedale è stato regolamentato, e controlli particolari sono riservati soprattutto alle pazienti con sintomi influenzali, anche lievi".

Come le sembra che stiano reagendo le future mamme?

Hanno compreso la gravità della situazione: le misure restrittive messe in atto (limitazione delle fasce orarie delle visite; accesso ristretto al solo marito; visite in spazi riservati per i casi sospetti) sono percepite come ulteriore garanzia della particolare attenzione del reparto di Ostetricia di Pistoia nei loro confronti e delle loro famiglie. Il personale è costantemente disponibile, giorno e notte, a fornire informazioni: la cosa che va evitata in questo momento è quella di affidarsi a fonti non attendibili e non controllate, e alle “fake news”.

E al momento del parto ?

"Le donne continuano ad essere accompagnate dal partner anche durante il travaglio, ma abbiamo dovuto limitare l’accesso ai visitatori nei giorni successivi al parto. Una regola è stata ben compresa dalle pazienti perché che si sentono sicuramente più protette. Nel punto Nascita abbiamo dedicato ad esse un percorso riservato che esclude contatti anche con il personale e l'area dell’ospedale dedicata all’infezione da COVID 19".

A proposito di fake news è vero che in presenza di infezione da Covid-19 c'è l'indicazione al taglio cesareo?

"Come partorire continua a dipendere dalla situazione di ogni singolo caso, quindi dalle condizioni di salute della madre e del feto in quel in quel momento. La risposta su come nascere, dunque, non può essere data a priori, ma va individualizzata. Questa malattia ha ancora una volta di più sottolineato, nel caso ce ne fosse stato bisogno, il ruolo che ha per noi ostetrici di lavorare in un team multidisciplinare, e cioè con i pediatri, gli anestesisti, gli specialisti di malattie infettive. Pistoia ha il plusvalore di avere un ottimo reparto di Malattie Infettive ed in questo momento avere la possibilità di un supporto da parte di questi specialisti è sicuramente fondamentale".

Come avete organizzato il Punto Nascita ?

"Creando percorsi fisicamente separati nei casi sospetti. Questo significa evitare di diffondere il contagio, ma soprattutto per il pronto riconoscimento delle donne sintomatiche e quindi dell’eventuale loro trattamento. Ogni Punto Nascita della nostra Azienda si è attrezzato con la realizzazione di tali percorsi, con l’identificazione non solo di camere protette ed isolate per la degenza, ma anche di sale parto dedicate esclusivamente alle gravide che sono entrate in contatto con il virus.La sala parto di Pistoia è di recente costruzione e ciò permette di gestire molto meglio ed in maniera separata le eventuali pazienti affette da infezione virale".

E’ possibile che la madre trasmetta al feto l’infezione?

"A tutt’oggi non è dimostrata una particolare tendenza alla trasmissione verticale dell’infezione, cioè al passaggio del virus dalla madre al feto. Naturalmente, con l’accumularsi dell’esperienza in proposito potremo essere più precisi. E’ importante che le pazienti in gravidanza seguano, in assenza di sintomi, il percorso abituale, previsto dal protocollo regionale di assistenza alla gravidanza fisiologica. E si affidino senza timore alla assistenza del personale anche degli ospedali Covid, che sono assolutamente sicuri, e preparati ad affrontare ogni problematica non solo inerente al parto, ma soprattutto a quelle che il virus può determinare durante il decorso della gravidanza".

Un messaggio alle donne che i questo momento aspettano un bambino

"A tutt’oggi la ricerca scientifica mondiale non ha raccolto evidenze di una aumento particolare della mortalità materna nelle donne che hanno contratto la forma severa di infezione. Questo significa porre particolare attenzione nei confronti della messa in atto e nella adozione di strategie che garantiscano il pronto riconoscimento della patologia, e nei confronti dell' assistenza ottimale delle gravide in ambito ospedaliero, per preservare la loro salute e quella del feto". 

La gravidanza al tempo del Covid 19 - Intervista al dottor Pasquale Florio


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