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Attualità lunedì 31 maggio 2021 ore 11:41

I punti nascita riaprono le porte ai neo papà

La decisione in seguito al calo dei contagi Covid. In ogni ospedale un percorso di accesso ad hoc per garantire il rispetto delle misure di sicurezza



PRATO — I punti nascita dell'Asl centro hanno riaperto le porte ai neo papà. Una possibilità, spiega la stessa azienda sanitaria, resa possibile dal "Graduale e costante calo della curva dei contagi da Covid".

Il dipartimento Materno Infantile diretto dal dottor Marco Pezzati ha deciso di consentire l’accesso ai partner nei reparti di degenza, anche durante i giorni di ricovero post parto, in tutti i sette punti nascita aziendali: l’ospedale San Giovanni di Dio, Santa Maria Annunziata di Firenze, l’ospedale del Mugello a Borgo San Lorenzo, l’ospedale Santo Stefano di Prato, l’ospedale San Jacopo di Pistoia, l’ospedale San Giuseppe a Empoli e l’ospedale Santi Cosma e Damiano di Pescia.

Ogni ospedale ha organizzato un percorso di accesso ad hoc e visite scaglionate cpn l'obiettivo di evitare affollamenti e garantire il rispetto delle misure di sicurezza.

“Sostenere la presenza dei padri e la vicinanza di entrambi i genitori al neonato, significa riconoscere il loro ruolo di capacità curante e non di semplici visitatori. Ma il tema della sicurezza rimane costante e prioritario: abbiamo quindi scaglionato gli accessi dei padri in modo da evitare affollamenti nelle stanze- spiega il dottor Marco Pezzati- non è ancora consentito invece l’accesso agli altri parenti e amici. Sono certo che i genitori capiranno che la nostra priorità è conciliare i loro bisogni relazionali con quelli di salute.”

"Fin dai primi giorni della pandemia, a Marzo 2020 - ricorda l'Asl centro- è stato evidente che i percorsi di assistenza delle donne in gravidanza e per il parto necessitavano di una tempestiva riorganizzazione, che ha portato a prendere decisioni drastiche".

L’esecuzione del tampone a tutte le donne prima del ricovero, la creazione di reparti covid separati e il divieto di accesso a tutti i visitatori, compresi i partner, nei reparti di degenza, rientrano tra le misure intraprese per fronteggiare l'emergenza sanitaria. “Si è trattato di scelte indispensabili, nel momento acuto della pandemia, ma siamo sempre stati consapevoli che il sacrificio chiesto alle donne e alle coppie è stato altissimo- sottolinea la dottoressa Arianna Maggiali, direttore di ostetricia professionale dell'Asl Centro- l’impossibilità di far partecipare il padre al percorso nascita nel suo complesso ha creato molta solitudine. Non vorremmo poi indurre il concetto che la presenza del padre sia di secondaria importanza: crediamo invece che lo stabilirsi di una relazione precoce sia necessario per accrescere la fiducia nelle proprie capacità genitoriali. Per questo abbiamo garantito sempre l’accesso almeno alla sala parto, per assistere al travaglio, il parto e le prime ore di vita del bambino.”

Al momento il partner può restare accanto alla neomamma e al piccolo al massimo un’ora al giorno. A questo link tutti gli orari di accesso in ciascun punto nascita aziendale.


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