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Cronaca giovedì 25 gennaio 2024 ore 18:45

Auto rubate, 'ripulite' e rivendute, tre arresti

polizia

L'indagine era partita da un furto avvenuto a Firenze e si è poi estesa a macchia d'olio in Toscana e fino alla Sicilia. Gli indagati sono 8



PISTOIA — Rubavano auto o altri veicoli in Toscana, li 'ripulivano' e dotavano di altre targhe prese da vetture acquistate come rottami, poi rivendevano tutto in Sicilia: la polizia ha sgominato la gang composta da 8 persone tutte indagate, tre gli arrestati. Stamani la polizia ha eseguito in tutto 5 misure cautelari su ordinanza emessa dal tribunale di Pistoia su richiesta della procura pistoiese: i destinatari hanno età comprese fra 31 e 66 anni.

Sono accusati di aver formato un'associazione stabile per commettere furti di autoveicoli da rimettere poi in circolazione utilizzando targhe e documenti di veicoli simili, precedentemente acquistati come rottami.

Sono 15 i furti contestati nelle province Toscane, di cui 8 commessi in quella di Firenze.

Degli 8 indagati due sono stati arrestati con custodia cautelare in carcere, uno agli arresti domiciliari, per due è scattato l'obbligo di dimora con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e divieto di uscire nelle ore notturne e altre tre persone sono indagate a piede libero.

L’indagine è partita dal furto d'un autocarro avvenuto a Novembre 2022 a Firenze e si è allargata a macchia d'olio. Lipperlì la squadra mobile fiorentina aveva individuato un’autovettura in uso ai presunti componenti del gruppo che, sottoposta a monitoraggio, ha permesso di ricostruire una serie di precedenti furti simili e la costante presenza degli indagati nei pressi di un capannone in Valdinievole.

Il proseguo dell’attività ha portato all’arresto, in flagranza di reato, di tre persone sorprese a rubare un autocarro nei pressi di Pistoia

Poi però le indagini sono andate avanti, risalendo ancora la catena di furti e facendo emergere tutto il meccanismo. Era proprio in Valdinievole che i veicoli rubati qui e là venivano ripuliti. Poi da lì venivano trasferiti a Palermo e rivenduti.

Contemporaneamente la polizia stradale di Pistoia ha effettuato un controllo ad un’officina del territorio provinciale, accertando la presenza di un autocarro provento di furto e di 4 scatole contenenti punzoni in metallo alfanumerico, utilizzati probabilmente per effettuare la punzonatura dei telai, oltre a una serie di targhe, targhette identificative di numero di telaio e una serie di blocchetti di accensione con relative chiavi.

A seguito di ulteriori sviluppi investigativi è stato ricostruito lo schema: dopo aver acquistato autocarri gravemente incidentati a cifre modeste attraverso società di compravendita veicoli una in Sicilia e l’altra nel Pistoiese, alcuni avrebbero messo a segno il furto di veicoli avente caratteristiche analoghe. A questi sarebbe stato alterato il numero di telaio, facendolo corrispondere a quello del mezzo danneggiato e legittimamente acquistato e utilizzandone i documenti per rivenderlo.

I mezzi così ripuliti venivano movimentati via nave, imbarcati nel porto di Livorno e sbarcati a Palermo.

Nell’ambito di questo schema operativo ciascuno degli 8 indagati avrebbe avuto un ruolo ben preciso.


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