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Attualità giovedì 15 dicembre 2022 ore 18:50

Infortuni in calo ma non nel tragitto casa-lavoro

casco di operaio

Il settore delle costruzioni resta quello col maggior numero di incidenti sul lavoro. L'identikit del lavoratore più esposto e gli effetti del Covid



FIRENZE — Costruzioni, trasporti e magazzinaggio sono i settori più esposti, gli uomini si infortunano più delle donne tranne che nel 2020 segnato dal Covid, ma infortuni e malattie professionali in Toscana diminuiscono progressivamente ma costantemente con una controtendenza per gli infortuni in itinere: è il trend che si rileva dal rapporto elaborato dal Cerimp (il Centro di riferimento regionale per gli infortuni e le malattie professionali) assieme a Confindustria Toscana che elabora dati dal 2015 al 2020.

La buona notizia è che negli ultimi vent'anni in Toscana infortuni sia denunciati che riconosciuti (che rappresentano circa il 70% dei denunciati) sono diminuiti negli ultimi venti anni, stabilizzandosi negli ultimi quattro o cinque.

Flessione nell'ultimo lustro anche per gli infortuni gravi e per quelli mortali, per i quali il progressivo declino mostra una media degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 inferiore del 70% rispetto al 2000.

Stabili invece negli ultimi anni gli infortuni in itinere, vale a dire quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro e ritorno, ma rispetto all'importante incremento subito a inizio millennio da questa tipologia particolarmente suscettibile a fattori estranei alle dinamiche lavorative. 

Gli infortuni: in itinere, sul lavoro, Covid

Gli infortuni: in itinere, sul lavoro, Covid

Più uomini che donne e di mezza età

In numeri assoluti la fascia più colpita dagli infortuni è in Toscana quella tra i 45 e i 54 anni e si sposta ancora più in alto per gli infortuni gravi e mortali. Si infortunano di più gli uomini delle donne

Fa eccezione il 2020, ma il dato è presto spiegato: l’Inail ha riconosciuto il contagio da Covid-19 come infortunio, se avvenuto a lavoro, e tra gli operatori sanitari (i più esposti) le donne sono più numerose degli uomini.

Gli infortuni per settore lavorativo

Tra il 2015 e il 2020 gli infortuni più numerosi si sono contati in Toscana nel settore delle costruzioni, seguito nell’ordine da industria, commercio e servizi. Di nuovo fa eccezione il 2020, ma sempre per via della pandemia: nel settore dei servizi è ricompresa infatti la sanità e il tasso di incidenza quell’anno è dunque risultato nel settore più elevato di quello dell’industria. 

Per gli infortuni mortali il tasso di incidenza più alto è sempre quello delle costruzioni, seguito da Industria e agricoltura, anche se con maggiori oscillazioni annuali dovute pure all’instabilità statistica per via dello scarso numero di decessi.

Dal rapporto emerge che in Toscana, se analizziamo ad esempio il manifatturiero nel suo complesso, il tasso grezzo di tutti gli infortuni sul lavoro è più basso del dato nazionale, ma nelle costruzioni e nel settore dei trasporti e del magazzinaggio è invece più alto, anche se non di molto. 

Il tasso degli infortuni gravi (quelli con almeno quaranta giorni di prognosi o un grado di invalidità permanente) è invece simile al dato nazionale in tutti e tre i macrosettori.

I dati: analisi e prospettive

“Tante cose - ricorda l’assessore alla sanità, Simone Bezzini - sono state fatte in questi anni, dal progetto speciale per la manifattura a Prato e nell’area della Toscana centrale al lapideo o nel settore portuale. C’è un programma di attività che anche in questi mesi sta andando avanti: penso alla valorizzazione dei responsabili per la sicurezza dei lavoratori, ai riders, alle attività nelle scuole o ai nuovi protocolli per la sicurezza sul lavoro per i cantieri sanitari. A questo si aggiunge l’attività ordinaria di controllo che il sistema sanitario porta avanti, assieme ad altri enti, con 500 operatori, 15 mila visite alle aziende ogni anno e altre cinquemila nei cantieri”.

Gli infortuni: le serie storiche

Gli infortuni: le serie storiche

Secondo l'assessora a istruzione, formazione e lavoro, Alessandra Nardini la formazione dei lavoratori gioca un ruolo decisivo: “Spesso la precarietà di certi contratti, usati magari per i giovani e le donne, determina anche una più scarsa formazione in materia di salute e sicurezza. Il mio assessorato - spiega - si sta occupando in particolare della formazione e di promuovere la cultura della sicurezza già dalle scuole, convinti che si debba partire dalle bambine e dai bambini a parlare di sicurezza sul lavoro per prevenire incidenti, infortuni e malattie”.

Confindustria Toscana proprio in questo senso ha un suo progetto: “Questo report sul fenomeno infortunistico redatto con la Regione Toscana è solo la base di partenza di un più ampio progetto che porteremo avanti come commissione formazione e cultura di Confindustria Toscana - annota Patrizia Pacini -. Lo scopo non è solo quello di individuare eventuali aree di criticità per indirizzare al meglio interventi finalizzati ad accrescere la sicurezza nelle aziende e la realizzazione di progetti educativi ed informativi in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro”.

“Come prima iniziativa infatti – prosegue c conclude - abbiamo realizzato un opuscolo informativo in materia di sicurezza sul lavoro, che metteremo a disposizione delle aziende: soprattutto per i giovani in ingresso nelle imprese, insieme alla formazione prevista. Vorremmo poi estendere in seguito la distribuzione anche fra i ragazzi degli istituti superiori”.


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