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Attualità martedì 01 giugno 2021 ore 15:31

"Saldi troppo presto per negozi e botteghe"

scritta saldi

Nel Pistoiese i commercianti avrebbero preferito spingere più in là nel calendario la data di inizio della stagione degli sconti estivi



PISTOIA — Troppo presto. I negozi e le botteghe del Pistoiese non sono d'accordo sulla data di avvio dei saldi fissata dalla Regione nel 3 luglio. Così adesso Confcommercio provinciale fa sentire la voce delle imprese più piccole, ad avviso dell'associazione di categoria sacrificate sull'altare dei grandi marchi e distributori: "Nuovi scenari ma vecchie abitudini per i saldi estivi 2021: partono sabato 3 Luglio in Toscana le vendite di fine stagione", esordisce l'organismo di categoria in una nota.

Per Federmoda, si spiega, è un’occasione persa per ridare stagionalità e valore ai prodotti della moda che hanno bisogno di riposizionarsi su nuove dinamiche di mercato: "Dopo i posticipi dell’estate 2020 e dell’inverno 2021 generati dalla gestione dell’emergenza Covid-19 - affermano i rappresentanti del commercio - si torna alla tradizionale data di avvio sabato 3 Luglio, insieme alle Regioni circostanti (Emilia Romagna, Liguria, Lazio)".

La scelta assunta dalla giunta toscana mira a creare uniformità sul territorio ed evitare quindi situazioni di svantaggio, ma questo a livello locale "non risponde alle esigenze degli imprenditori di Pistoia, se non per il divieto sulle vendite promozionali nei 30 giorni antecedenti all’inizio dei saldi estivi. Vengono ancora una volta privilegiati i grandi player sul mercato, senza tenere però conto delle tante piccole imprese del territorio - è la contestazione - molte delle quali hanno appena mosso i primi passi nell’online e per le quali il rapporto con il cliente resta l’elemento centrale della propria identità".

Da un’indagine svolta da Federmoda Confcommercio fra i propri associati di abbigliamento, calzature e accessori, infatti, oltre il 50% di questi avrebbe preferito far cadere la partenza con la metà del mese di Luglio. La motivazione è da rintracciare negli ultimi 14 mesi di chiusure e limitazioni e nelle scarse occasioni di socialità vissute che, insieme alle ridotte capacità economiche, hanno fatto registrare una frenata negli acquisti.

Poi c'è tutto il capitolo cerimonie: "La normativa ne definisce la ripresa dal 15 Giugno, con la conseguenza che la quasi totalità dei capi saranno venduti a saldo. Se a questo - prosegue Federmoda - si sommano i permanenti costi delle forniture, si capisce a necessità di avere una maggior marginalità in questa prima fase di riapertura".

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