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Sport martedì 17 marzo 2020 ore 15:55

​Pistoia terra di basket e grandi cestisti

Forse non tutti sanno è che nel capoluogo toscano sono nati alcuni dei più grandi cestisti della storia recente del basket



PISTOIA — Nella sua lunga storia la città di Pistoia ha dato le origini a personaggi illustri dell'economia, della cultura e dello sport italiano. Quello che però forse non tutti sanno è che nel capoluogo toscano sono nati alcuni dei più grandi cestisti della storia recente del basket tricolore: Andrea Niccolai, Lorenzo D'Ercole e Gianluca Della Rosa. Queste le loro parabole sportive e il percorso che li ha portati ai vertici.

Nato a Pistoia il 9 novembre del 1968, Andrea Niccolai scrive pagine importanti sui parquet di tutta Italia da più di trent'anni, prima come giocatore e poi come allenatore e dirigente. La carriera del ragazzo che sarebbe diventato “Niccolair” grazie alla sua esultanza a mimare un aeroplano dopo ogni canestro da tre importante segnato inizia nelle giovanili del Montecatini Sporting Club, squadra con cui si mette in mostra fin da giovanissimo, guadagnandosi un posto nel quintetto titolare in Serie B e le prime convocazioni con la maglia della Nazionale maggiore.

Guardia dal gran tiro e dalle buone doti atletiche, il pistoiese rimarrà nella storia del club toscano, e insieme al compagno Mario Boni, trascina i suoi compagni dalla B1 alla Serie A1 nell'arco delle due stagioni 1987-1989. Nel 1989 la cessione alla Messaggero Roma per l'allora storica cifra di 13 miliardi di lire. Seguiranno quattro stagioni di buon livello con la vittoria della Coppa Korac 1992 come punto più alto, nonostante la presenza in squadra di stelle internazionali come Dino Radja e Michael Cooper.

La fine della storia sportiva con Roma coinciderà con l'inizio di un lungo girovagare nelle piazze cestistiche più importanti d'Italia. Dopo due stagioni a Forlì (la prima chiusa con il titolo di capocannoniere a 26.9 punti di media a gara), Niccolai si trasferisce a Treviso dove vince il suo primo scudetto in carriera nei panni di sesto uomo di lusso. Nelle annate successive ci saranno esperienze ancora con Montecatini e Roma, e con Biella e Milano. Sono le ultime tappe in A1 del pistoiese. Dal 2003 la guardia diventa uno dei migliori giocatori della A2 (Virtus Bologna, Scafati e Fabriano le casacche vestite) e dopo il terzo ritorno a Montecatini decide di appendere le scarpette al chiodo. Al momento con i suoi 10.000 punti segnati è il sesto marcatore di sempre nei campionati professionistici italiani.

Nel 2010 l'inizio della carriera da dirigente e allenatore che lo vedrà sulle panchine di Monsummano e Fiorentina Basket.

Appartiene invece alla generazione successiva Lorenzo “Lollo” D'Ercole. Nato a Pistoia l'11 febbraio 1988, ruolo playmaker, D'Ercole esordisce in Serie A con la maglia della Montepaschi Siena, in quegli anni dominatrice del basket nazionale e internazionale. Punto di riferimento delle nazionali giovanili, D'Ercole inizierà fin da subito ad arricchire la propria bacheca personale con due scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa. Nel 2010, complici le prime difficoltà societarie di Siena, passa a Cremona dove gioca due stagioni positive e affina la propria tecnica. L'esperienza più importante, però, è quella con la Virtus Roma. Promosso spesso nel quintetto titolare, il pistoiese è fondamentale nel trascinare i capitolini alla finale scudetto del 2013, persa proprio con Siena, alle semifinali del 2014 e agli ottavi di Eurocup nel 2015.

Prestazioni importanti e di altissimo livello che gli varranno la chiamata della Dinamo Sassari Campione d'Italia che lo mette sotto contratto per i due anni successivi. Due anni in cui D'Ercole avrà un ruolo di primo piano sia in Eurolega che in Eurocup. La tappa successiva della carriera è la Scandone Avellino, squadra con cui “Lollo” disputa i playoff sia nel 2018 che nel 2019.

La scorsa estate il tanto atteso passaggio a Pistoia, la squadra della sua città, che l'ha lasciato partire come giovane speranza e che lo ritrova come giocatore di grande carattere ed esperienza: "Ho sempre pensato che prima o poi nel corso della mia carriera avrei giocato con la maglia di Pistoia e finalmente quel momento è arrivato – ha commentato un emozionato D'Ercole in sede di presentazione alla stampa - spero di riuscire a mettere la mia esperienza al servizio della squadra: del resto nei miei primi anni tra i senior ho già giocato per la permanenza in categoria e la lotta salvezza non mi spaventa affatto”.

Una salvezza possibile, quella della OriOra Pistoia, anche secondo operatori esperti di basket italiano come Oddschecker. Serve però un cambio di passo immediato e la concentrazione necessaria a evitare passi falsi come quello dell'ultimo scontro diretto perso con Trieste. Fin qui i toscani hanno messo insieme 14 punti in 22 partite, frutto di sette vittorie e quindici sconfitte. Risultati buoni per la quindicesima posizione in classifica, in coabitazione proprio con i friulani e con la Virtus Roma e a due lunghezze di distanza dalla Universo Treviso.

Ma nella caccia alla salvezza, D'Ercole spera di avere un contributo importante nell'ultima parte di stagione da un altro pistoiese doc, quel Gianluca Della Rosa che è nato e cresciuto nel vivaio biancorosso. Nato il 20 agosto 1996, Della Rosa è un playmaker dal buon tiro e dalle ottime doti tecniche che ha iniziato a far parlare di sé nelle giovanili, quando ha trascinato i suoi compagni al secondo posto nel campionato italiano Under 19 nel 2015. Da quell'annata trionfale la società decide di mandarlo in prestito a farsi le ossa (Rieti, Bottegone e Don Bosco Livorno le fermate successive), prima di richiamarlo e metterlo sotto contratto all'inizio della stagione 2017/2018. In quello stesso anno arriva anche l'esordio in Serie A, il 9 dicembre 2017 nella gara vinta contro Pesaro. Due settimane più tardi ci saranno anche i primi due punti in carriera contro Trento. Il resto è storia recente. Confermato in rosa anche per il 2018/2019, Della Rosa viene promosso capitano e mette insieme 2.5 punti, 1.2 assist e 1.4 rimbalzi in 12.7 minuti di media, con il 40% da due e il 31% da tre. Statistiche simili a quelle di questo 2019/2020, in cui Della Rosa si sta confermando come preziosissimo uomo spogliatoio e come backup ideale del conterraneo D'Ercole.



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