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Attualità venerdì 19 marzo 2021 ore 15:42

Sui comparti plastica e chimica tempesta perfetta

pigmento, resina

Gli industriali vedono la produzione e il mercato condizionati dal Covid, con costi alle stelle e all'orizzonte lo spettro della Plastic Tax



PISTOIA / PRATO / LUCCA — Crisi pandemica, costi alle stelle e all'orizzonte lo spettro della Plastic Tax: è la tempesta perfetta che si abbatte sul comparto di plastica e chimica che, nel territorio tra le province di Pistoia, Prato e Lucca conta imprese d'eccellenza e specializzazioni forti in vari comparti tra cui gli imballaggi, i casalinghi, vernici e resine, il giardinaggio e vivaismo, il pet food, il nastri adesivi e collanti così come la cosmetica, solo per citarne alcuni.

E' Confindustria Toscana Nord ad analizzare la congiuntura, con la produzione industriale di un anno difficilissimo come il 2020 chiuso in sostanziale pareggio (+0,2%) con un andamento che ha visto il quarto trimestre dell'anno crescere, rispetto allo stesso periodo del 2019, a +5,6%. Sul territorio, oltre ai segmenti produttivi richiamati sopra, è importante il legame con alcuni dei settori trainanti: si sono infatti sviluppate la chimica tessile, la chimica per la carta e i supporti in plastica per il tessile e la moda. Anche le bioplastiche contano applicazioni innovative.

Il presidente della sezione Chimica, plastica e farmaceutica di Confindustria Toscana Nord Deni Severini non nasconde i problemi: "Già da metà anno scorso i prezzi delle materie prime hanno iniziato ad aumentare, ma dall'autunno abbiamo assistito a una crescita impetuosa che ancora non accenna a rallentare e che riguarda praticamente tutti i polimeri di interesse per il nostro settore, dal polietilene al polipropilene, dal pvc al polistirene al pet, compresi i biopolimeri ed i riciclati. Gli incrementi di prezzo superano in molti casi il 100%. Questo quando li si trova: ma le quantità a disposizione sui mercati mondiali sono nettamente inferiori ai bisogni e quindi accade spesso di non riuscire affatto a reperire i materiali necessari alla produzione".

Il tutto con la prospettiva dell'introduzione della Plastic Tax in calendario a luglio: "Una prospettiva destabilizzante per le nostre aziende", prosegue Severini. "Sarebbe sconsiderato rischiare di compromettere le nostre produzioni per pregiudizi infondati nei confronti di un materiale prezioso ed ecosostenibile, che diventa dannoso solo se comportamenti irresponsabili lo disseminano nell'ambiente. Pochi giorni fa il ministro Patuanelli ha dichiarato di credere, per le transizioni, più negli incentivi che nella tassazione: è un piano su cui si può discutere. L'importante è fermare l'aggravio ingiustificato della Plastic Tax".

Intanto la preoccupazione è per le materie prime, poche e costose come spiega Silvio Zandò, amministratore delegato di Verinlegno e membro del Consiglio direttivo di Avisa-Federchimica: "Solventi come l'acetone hanno quadruplicato il loro prezzo; difficili da trovare anche le resine, incluse quelle a base acqua. Ad accrescere i nostri costi anche i trasporti e gli stessi contenitori per il confezionamento e il trasporto: l'impennata dei prezzi dei metalli ha effetti anche su di noi".

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