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Attualità venerdì 19 marzo 2021 ore 16:18

I musei comunali di rincorsa verso il futuro

Una sala del museo

Al professor Guazzini il Comune ha affidato il progetto di aggiornamento, riallestimento e informatizzazione del patrimonio museale pistoiese



PISTOIA — Il Museo Civico d'arte antica cambia per comunicare in modo innovativo: è uno degli assi su cui si sviluppa il potenziamento della rete museale del Comune di Pistoia. L'altro è il completamento dell'allestimento del Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni e le due operazioni sono interconnesse. Nel polo espositivo d'arte antica l'allestimento risale al 1982. Ora il compito di aggiornare il patrimonio ed elaborare nuovi contenuti in vista della revisione delle collezioni è affidato al ricercatore della Scuola Normale Superiore di Pisa Giacomo Guazzini, autore della scoperta a Padova di due cicli di affreschi di Giotto.

L'obiettivo dell'Amministrazione è stato presentato stamani durante una conferenza stampa online alla quale hanno partecipato l'assessore alla cultura e istituti culturali Margherita Semplici, il dirigente della cultura Giovanni Lozzi, la direttrice dei Musei Civici pistoiesi Elena Testaferrata e lo storico dell'arte e ricercatore della Scuola Normale Superiore di Pisa Giacomo Guazzini. La rete dei musei comunali di Pistoia è formata dal Museo Civico d'arte antica, dal Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, dalla Casa-studio Fernando Melani edal Museo dello Spedale del Ceppo, quest'ultimo di proprietà dell'Azienda Sanitaria Toscana Centro ma gestito dal Comune.

Guazzini, grazie ad un assegno di ricerca di durata biennale finanziato da fondi europei, lavora dallo scorso ottobre per il Comune di Pistoia occupandosi dell'aggiornamento scientifico e critico dell’enorme patrimonio di opere (dipinti, sculture, disegni e oggetti di arte applicata per un totale di 849 opere solo contando quelle esposte nel museo del Palazzo comunale) custodito nel museo, che sarà eseguito con il ricorso alle più avanzate metodologie di ricerca e alle tecnologie più innovative. Lo storico dell'arte medievale si occuperà anche del riscontro delle provenienze negli inventari storici, della digitalizzazione delle fotografie, del completamento dell’inventario, nonché della revisione degli stati proprietari e delle collocazioni dei pezzi (compresi i depositi). E' stato inoltre intrapreso l’allestimento di una piattaforma informatica per permettere la consultazione on line delle collezioni.


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