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Attualità lunedì 19 ottobre 2020 ore 11:06

"Coprifuoco? Non possiamo clonare i vigili"

Il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi

Il sindaco di Pistoia Tomasi non risparmia critiche al nuovo Dpcm che delega ai Comuni la chiusura delle strade. "Ma siamo responsabili, lo facciamo"



PISTOIA — All'alba di un giorno che si è aperto con il bilancio tragico di due morti in un incidente tra due auto sulla variante di Spazzavento, nel palazzo comunale di Pistoia, come in tutti i municipi d'Italia, si spulcia il nuovo decreto del Governo che contiente le nuove norme anti-Covid. Sulla scena dell'incidente ci sono gli agenti della polizia municipale, gli stessi che il Comune dovrebbe schierare per chiudere le strade e le piazze come previsto dal Dpcm di ieri sera. 

"Sì, perché la città non chiude mica: ci sono le problematiche dei residenti, i reati, gli incidenti come quello terribile di ieri sera e poi, sul fronte del Covid, ci sono da fare i presidi davanti alle scuole e nei parchi", dice il sindaco Alessandro Tomasi rispondendo a QUInews sul nuovo provvedimento governativo. 

La linea è quella espressa in mattinata dal presidente di Anci Antonio Decaro, cioè quella del percepito "scaricabarile" sui primi cittadini costretti ad aggiungere anche il capitolo "coprifuoco" alle normali attività. 

"Certo che è uno scaricabarile di responsabilità, ma noi sindaci siamo fatti di una pasta diversa, noi siamo pronti ad assumerci le responsabilità, siamo disponibili. Ma quanto si afferma una cosa del genere, bisognerebbe anche dire: "Vi affido questo compito ma vi attribuisco anche delle risorse in più". E invece niente". 

Risorse e forze in più per gestire i compiti affidati dal decreto.

"Pensano che si possa clonare la polizia municipale o la protezione civile? Chi ci metto io per strada? Ci metto un volontario?".

Già, i volontari, gli stessi che nella fase acuta dell'emergenza hanno avuto tanta parte. 

"Allora c'era un lockdown e i volontari erano tantissimi. Ora per fortuna il lockdown non c'è e la gente lavora, quindi anche i volontari disponibili sono meno: lo abbiamo visto l'altro giorno riaprendo il Coc (il Centro Operativo Comunale)".

Oltre alle strade ci sono gli impianti sportivi, come palestre e piscine, che entro una settimana, come spiegato ieri sera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa, dovranno dimostrare di essere in regola con le norme anti-Covid.

"Già e chi controlla? Chi lo fa un report su questo? Vedremo tra una settimana: va bene, e in questa settimana che si fa per vedere?". 

E poi, dice il sindaco, c'è la questione di "metodo".

"Io non ne sapevo niente: c'è un signore che si materializza alle 21.30 e elenca delle cose che non sono ancora, peraltro, state pubblicate. Ottomila sindaci di fronte alla tv alle 21.30 e solo stamattina, almeno io, ho avuto il testo del dpcm. E se anche il presidente dell'Anci si arrabbia perchè non ne sapeva nulla, questo non è un metodo di lavoro!"

Dario Pagli
© Riproduzione riservata



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