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Attualità giovedì 08 luglio 2021 ore 14:00

"Siamo invasi dai cinghiali è una calamità"

Molti agricoltori pistoiesi alla manifestazione in piazza Duomo a Firenze organizzata da Coldiretti per denunciare l'emergenza cinghiali



FIRENZE — "Ormai siamo alla fetta", parola di agricoltore di lungo corso Cesare Lorenzi di Marliana". Nel dialetto del suo borgo vuol dire: siamo all’ultima fetta, il pane è finito. Lorenzi si riferisce all’invasione di cinghiali su tutto il territorio ed ha portato la sua testimonianza, insieme a Gianfranco Drigo, direttore di Coldiretti Pistoia, e ad una folta rappresentanza di agricoltori pistoiesi, alla manifestazione di stamattina a Firenze per dire stop all’invasione dei cinghiali. “Per andare da casa al podere –ha raccontato Lorenzi, produttore di castagne percorro solo 3 chilometri incontrando mediamente 40 cinghiali: siamo alla fetta”.

Alla manifestazione fiorentina, una delle tante tenutesi in tutta Italia organizzate da Coldiretti, hanno dato la loro adesione anche di amministrazioni comunali come Ponte Buggianese e Quarrata e dei consiglieri regionali Marco Niccolai e Alessandro Capecchi solo per la provincia di Pistoia.

Dopo il lockdown causato dall’emergenza Covid i cinghiali hanno raggiunto la cifra record di oltre 300 mila esemplari – sottolinea la Coldiretti regionale – con gli animali selvatici nelle città alla ricerca di cibo tra i rifiuti, nei parchi e addirittura nei cortili delle case con evidenti rischi per la salute. C’è chi si è ritrovato un cinghiale in piscina, chi li ha incrociati in mare e anche chi – evidenzia la Coldiretti – li ha fotografati mentre si godono la siesta su un materasso abbandonato accanto ai bidoni della spazzatura.

La Giunta della Regione Toscana ha già deliberato, in linea con le legittime istanze degli agricoltori rappresentate in maniera pressante in tutte le sedi da Coldiretti Toscana, dando la possibilità agli agricoltori – in applicazione dell’articolo 37 della norma regionale – di intervenire direttamente, con il coordinamento della Polizia Provinciale. Un atto importante e unico che, però, necessita di atti procedurali utili – aggiunge Coldiretti Toscana - alla efficacia effettiva del provvedimento regionale, anche attraverso un confronto serrato con le Polizie provinciali.

Oltre ai rilevanti danni alle colture, è ingente l’impatto negativo – insiste Coldiretti Toscana - sulla biodiversità e sull’ambiente in generale, parallelamente al ripetersi degli incidenti stradali dovuti ad animali, in molti casi drammatici o mortali.

La situazione è diventata insostenibile nelle campagne con danni per almeno 20 milioni di euro all’anno alle produzioni agricole ma – sottolinea Coldiretti Toscana - viene compromesso anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale.

Senza dimenticare il pericolo della diffusione di malattie evidenziato dallo stesso Piano di sorveglianza e prevenzione per il 2021 pubblicato dal ministero della Salute che ribadisce come i cinghiali abbiano una responsabilità fondamentale per la diffusione della Peste Suina Africana (Psa) e dunque una delle misure necessarie in Italia è la gestione numerica della popolazione di questi animali. L’azione dunque secondo il Piano – continua la Coldiretti – deve essere indirizzata alla riduzione sia numerica che spaziale attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 articolo 19 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette.

La Coldiretti Toscana chiede che le Regione, che ha già autorizzato l’intervento diretto degli agricoltori con il coordinamento della Polizia provinciale, faccia pressing in Conferenza Stato Regioni, per:

  • una necessaria modifica della norma statale volta a semplificare e rafforzare gli interventi di controllo e contenimento della specie;
  • un impegno da adottare a livello regionale per regolamentare l’attività di prelievo venatorio;
  • gli agricoltori vengano coadiuvati dalle stesse forze dell’ordine, da guardie venatorie volontarie ma possano delegare le attività a cacciatori abilitati iscritti all’apposito registro regionale;
  • il calendario venatorio venga allargato fino a comprendere i mesi che vanno da settembre a gennaio;
  • che la regia complessiva di tali azioni di contenimento e prelievo sia affidata al Prefetto in quanto “competente”;
  • per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza.”
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