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Attualità sabato 25 luglio 2015 ore 11:15

Ercolini: c'è un'alternativa all'inceneritore

Rossano Ercolini - Foto d'archivio

Il presidente di Zero Waste Italy, ha preso parte al workshop su "Il nuovo termovalorizzatore dell'area fiorentina" organizzato a Palazzo Vecchio.



FIRENZE — "Ci sono alternative all'incenerimento dei rifiuti con recupero di energia e sono, in buona parte, quelle indicate dallo stesso piano regionale per la gestione dei rifiuti: riduzione alla fonte almeno del 5-10%; una raccolta differenziata che tenda a superare il 70 per cento". Ne è convinto Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy, che ha preso parte al workshop su "Il nuovo termovalorizzatore dell'area fiorentina" organizzato a Palazzo Vecchio. 

Nel caso specifico dell'area Firenze - Prato - Pistoia, il 20-25 per cento dei rifiuti che rimane "saranno meno di 250mila tonnellate l'anno", ma che "possono essere trattate attraverso degli impianti meccanico-biologici che recuperano metalli, fibre cellulose e stabilizzano la frazione organica". 

Al netto del processo "rimane un misto di plastica, detta plasmix. Oggi - sottolinea Ercolini - "l'industria italiana è in grado di produrre un elenco di 17 manufatti con il plasmix", come "la Piaggio, per esempio, che lo utilizza per produrre parti funzionali delle vespe". 

Da 250mila tonnellate iniziali a circa "80mila tonnellate di rifiuti da mettere in discarica". Se però, spiega, "facciamo il confronto con l'inceneritore" di Case Passerini "abbiamo 75mila tonnellate di ceneri e polveri altamente tossiche che nessuno sa dove saranno, perché il piano, allo stato attuale, non prevede dove andranno".

Stando alle parole di Ercolini, ci sarebbe un problema in più: negli inceneritori "c'è un fabbisogno termico sovradimensionato. Il pericolo è che a Firenze succeda come a Parma: le buone pratiche stanno abbattendo la quantità dei rifiuti che quindi cala, però abbiamo bisogno di nutrire l'impianto perché non può andare per i prossimi 25 anni sottodimensionato".
Per questo, conclude il presidente di Zero Waste Italy, "i rifiuti si rischia di importarli da fuori. Questo Firenze non se lo deve assolutamente permettere".

Una tesi, quest'ultima sul sovra-sotto dimensionamento respinta dall'assessore all'ambiente del Comune di Firenze, Alessia Bettini: "Il piano d'ambito recepisce il piano interprovinciale, quello regionale e la direttiva europea. Quindi è calibrato per arrivare ad una raccolta differenziata del 70 per cento, impianti termici al 20-25 per cento e le discariche al 5 per cento. Perfettamente in linea con le pianificazioni del ciclo dei rifiuti prodotti dall'area fiorentina".



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