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Cronaca lunedì 05 febbraio 2024 ore 18:10

Finti pranoterapeuti, donazioni milionarie dalle vittime

carabiniere e anziana

Quattro persone sono state condannate per circonvenzione d'incapace. Erano riusciti a ottenere denaro e preziosi, testamenti e polizze



PISTOIA — Si fingevano pranoterapeuti anche a distanza, affermando di poter purificare oggetti e guarire le persone. Non solo, perché c'era anche la deriva esoterica, con la promessa di contatto coi defunti. Così carpivano la fiducia delle vittime, e in due casi distinti erano riusciti a spillare a un uomo e a una donna, entrambi anziani, donazioni milionarie e preziosi, facendosi anche intestare testamenti e polizze.

Per questi fatti il tribunale di Pistoia ha condannato in primo grado quattro persone, tre uomini e una donna di una stessa famiglia, per circonvenzione d'incapace e in un caso per ricettazione, con pene dai 2 anni e 3 mesi ai 4 anni di reclusione oltre alle multe. Alcuni dei reati più remoti sono stati dichiarati prescritti. 

Restavano i due casi di cui sopra, avvenuti fra il 2020 e il 2021 ai danni di persone con fragilità cognitive. Secondo gli inquirenti proprio su quelle fragilità e sulle suggestioni indotte avrebbero fatto leva i sedicenti pranoterapeuti per ottenere atti donativi dalle loro vittime designate.

Al momento delle perquisizioni domiciliari degli indagati, era il 2021, i carabinieri avevano trovato nascosti anche in cassette di sicurezza contanti e documenti. In un capannone poi la cassaforte con denaro anche in valuta estera, altra documentazione riferibile alle vittime, oggetti preziosi che l'anziano avrebbe poi riconosciuto come suoi. Era scattato il sequestro di denaro e titoli per oltre 3 milioni di euro depositati su vari conti bancari intestati agli indagati.

"Durante lo svolgimento del dibattimento - fa sapere una nota - gli imputati hanno raggiunto un accordo con la parte civile della signora, sciogliendo per mutuo consenso il precedente contratto di donazione di oltre quattro milioni e mezzo di euro e regolando la restituzione di denaro ed immobili all’avente diritto, previa revoca del sequestro preventivo disposta dal giudice".


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