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Attualità giovedì 19 ottobre 2023 ore 19:00

Boom di sfratti, Toscana quinta in Italia

persona sfrattata

Firenze maglia nera, Siena al polo opposto. I sindacati parlano di bollettino di guerra e lanciano l'allarme per l'emergenza abitativa



TOSCANA — E' boom sfratti in Toscana, quinta in Italia per esecuzioni e addirittura quarta per richieste di esecuzione con forza pubblica nel 2022 con un +200,4% rispetto al 2021: i dati arrivano da Cgil Toscana e Sunia che, sulla base dell'ultima ricerca dell'ufficio statistiche del ministero dell'interno, ha effettuato una ricognizione regionale e provinciale sull'andamento delle procedure di sfratto di immobili ad uso abitativo.

Cgil e Sunia parlano di "bollettino di guerra", sottolineando come la casa sia un acceleratore di povertà.

In Toscana i nuovi provvedimenti di sfratto convalidati nel 2022 sono stati 5.978 (+0,61% rispetto all’anno precedente), che si aggiungono ai 15.026 in attesa di esecuzione con forza pubblica: "Ben 2.877 sono state le famiglie toscane messe in strada con l’intervento della forza pubblica. Oltre 55mila sono le persone che hanno presentato domanda di assegnazione di una casa popolare. Di queste solo un 10% troverà soluzione in una casa pubblica", è la considerazione di Cgil e Sunia.

A livello nazionale, il maggior numero di richieste di esecuzione con forza pubblica si registra in Lombardia (21.624), seguita da Emilia Romagna (12.033), Piemonte (10.350) e in quarta posizione proprio la Toscana (8.604 richieste,+200,4% rispetto 2021).

Per gli sfratti già eseguiti con la forza pubblica, la Toscana è quinta con 2.490 sgomberi (+162,7%).

Provincia per provincia

La novità del 2022 è che in Toscana l’alto numero di sfratti non si concentra solo nelle città capoluogo, ma si estende anche a molti territori comunali nelle province. Ecco come nella declinazione offerta da Cgil e Sunia.

Firenze e provincia, medaglia d’oro dell’emergenza abitativa, con 896 nuove convalide di sfratto, 3.120 richieste di esecuzione (275% in più rispetto al 2021), 705 sfratti già eseguiti con forza pubblica (340,06% in più rispetto al 2021).

Pisa e provincia, medaglia d’argento dell’emergenza abitativa, con 262 nuove convalide di sfratto, 1.276 richieste di esecuzione (94,8% in più rispetto al 2021), 274 sfratti già eseguiti con forza pubblica (7,5% in più rispetto al 2021).

Prato e provincia, medaglia di bronzo dell’emergenza abitativa., con 230 nuove convalide di sfratto, 883 richieste di esecuzione (181,2% in più rispetto al 2021), 299 sfratti già eseguiti con forza pubblica (205,01% in più rispetto al 2021)

Segue al 4° posto Pistoia, con 229 nuove convalide di sfratto, 778 richieste di esecuzione (289% in più rispetto al 2021), 271 sfratti già eseguiti con forza pubblica (208% in più rispetto al 2021)

Al 5° posto troviamo Livorno, con 262 nuove convalide di sfratto, 425 richieste di esecuzione (197% in più rispetto al 2021), 176 sfratti già eseguiti con forza pubblica (188,5% in più rispetto al 2021)

Al 6 posto Arezzo e provincia, con 178 nuove convalide di sfratto, 546 richieste di esecuzione (203,3% in più rispetto al 2021), 182 sfratti già eseguiti con forza pubblica (208,5% in più rispetto al 2021)

Al 7° posto Lucca, con 211 nuove convalide di sfratto, 435 richieste di esecuzione (106,2% in più rispetto al 2021), 252 sfratti già eseguiti con forza pubblica (103,02% in più rispetto al 2021)

All’8° posto Grosseto con 160 nuove convalide di sfratto, 434 richieste di esecuzione (261,7% in più rispetto al 2021), 138 sfratti già eseguiti con forza pubblica (273% in più rispetto al 2021)

Al 9° posto Massa Carrara, con 165 nuove convalide di sfratto, 369 richieste di esecuzione (405,5% in più rispetto al 2021), 83 sfratti già eseguiti con forza pubblica (245,8% in più rispetto al 2021)

In coda Siena, con 140 nuove convalide di sfratto, 338 richieste di esecuzione (148,5% in più rispetto al 2021), 110 sfratti già eseguiti con forza pubblica (161,9% in più rispetto al 2021).

Analisi dei dati e proposte

Secondo i sindacati, "la progressione del numero degli sfratti e la loro concentrazione sono profondamente mutati. Fino a qualche anno fa, le esecuzioni si concentravano soprattutto nei comuni capoluogo, sedi di università e di interesse turistico, e denso di attività produttive e del terziario. Ad oggi, come nel resto d’Italia, le esecuzioni sono endemiche su tutto il territorio regionale". 

Comuni che fino ad oggi non conoscevano se non marginalmente la questione dell'emergenza abitativa, si trovano insomma a dover fare i conti col fenomeno: "La ragione principale di questa diffusione sta nell’aggravarsi dello stato di precarietà lavorativa ed economica delle famiglie toscane in affitto, insieme alla difficoltà di canoni ancora troppo alti rispetto alle sempre più scarsa capacità di reddito (media incidenza canone affitto reddito 47%) e al grande problema legato al fenomeno degli affitti turistici". 

Secondo Cgil e Sunia, "il disagio abitativo rappresenta una componente rilevante della precarietà, infatti la casa è sempre più un acceleratore verso la povertà per famiglie di lavoratori e pensionati. La necessità di una politica sulla casa a 360°, che agisca a tutti i livelli istituzionali, a livello locale e centrale è ormai una ineludibile necessità".

Da Cgil e Sunia si leva una richiesta d'intervento nazionale e regionale, in quest'ultimo caso con modifiche alla normativa di settore: una che consenta agli enti locali di distinguere fra uso residenziale e locazioni brevi o turistico ricettive, l'altra che incida sulla destinazione d'uso degli immobili in caso di insediamento di attività ricettive extra alberghiere.


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