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Attualità sabato 03 aprile 2021 ore 14:35

Per Pasqua le uova arrivano col paracadute

La donazione all'ospedale San Jacopo
La donazione all'ospedale San Jacopo

Donazione di dolcezza da parte del 183° Reggimento paracadutisti Nembo che ha portato i dolci di cioccolato ad associazioni che si occupano di bimbi



PISTOIA / PRATO — Per Pasqua le uova di cioccolato tra Pistoia e Prato sono arrivate anche col paracadute. Merito della donazione di cui si è fatto promotore il 183° Reggimento Paracadutisti Nembo, indirizzata ad associazioni che operano nelle città di Pistoia e Prato in favore dei bambini e dei minori. Le uova sono state acquistate dalle famiglie dei paracadutisti che hanno partecipato alla vendita promossa dall’ associazione Enea (European Neuroblastoma Association) che si pone l’obiettivo di lottare contro il neuroblastoma, grave forma tumorale infantile, attraverso iniziative di solidarietà.

Dopo aver acquistato le uova pasquali, i cui proventi andranno a sostenere la ricerca scientifica, i paracadutisti dell’Esercito Italiano si sono organizzati per donarle ad associazioni del territorio che si occupano principalmente di bambini. Una prima donazione è stata effettuata ai bambini ricoverati nel reparto di pediatria dell’Ospedale San Jacopo di Pistoia dove i militari sono stati accolti dal direttore del reparto Rino Agostiniani.

Successivamente i paracadutisti del Nembo hanno portato le uova presso l’Istituto casa famiglia Sant’Anna, all’Istituto per l’infanzia Pelagia Romoli e alla Casa Famiglia “Piccoli Passi” onlus di Monsummano Terme, tutti istituti che rivolgono la propria attenzione ai minori e alle famiglie in difficoltà. 

Infine gli uomini e le donne della Folgore si sono recati nella sede di Prato della Fondazione Opera Santa Rita, dove sono stati accolti dal segretario generale della Fondazione Renza Sanesi. La fondazione svolge attività educative a favore di minori in difficoltà oltre a fornire assistenza sanitaria per giovani portatori di handicap psicofisici per favorirne la riabilitazione e l’inserimento sociale. Le donazioni, fanno sapere i militari, si sono svolte nel rispetto delle norme sanitarie vigenti in materia di contrasto alla diffusione dell’epidemia Covid-19.

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