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mercoledì 20 novembre 2019

Attualità lunedì 11 febbraio 2019 ore 13:00

I bilanci delle industrie

Le analisi di Confindustria Toscana Nord: "Raddoppia il tasso di crescita del valore della produzione, ma il valore aggiunto segna il passo"



LUCCA — L'appuntamento annuale con il rapporto sui bilanci del Centro studi di Confindustria Toscana Nord evidenzia per il 2017, ultimo anno per il quale i bilanci aziendali sono disponibili, una situazione sensibilmente diversa da quella registrata per il 2016.

Nei bilanci del 2017 il tasso di crescita del valore della produzione operativa delle società di capitali manifatturiere dell'area Lucca-Pistoia-Prato è infatti raddoppiato rispetto all’anno precedente (+2,6 per cento dopo + 1,3), ma il valore aggiunto è cresciuto poco (+0,8), dopo essere aumentato in modo brillante nel 2016 (+6,7).

"La crescita limitata del valore aggiunto è stata la conseguenza, principalmente, di un’evoluzione dei prezzi e dei costi non favorevole. - spiega il presidente di Confindustria Toscana Nord Giulio Grossi - Nel 2017 la crescita dei costi, soprattutto esterni, è stata superiore rispetto alla crescita dei ricavi, una situazione questa diametralmente opposta rispetto al 2016. Praticamente tutti i principali settori presenti sul territorio della nostra associazione hanno vissuto questo problema, per voci di costo trasversali come l'energia elettrica e il gas metano e molto spesso anche per problemi specifici legati a determinati materiali e sostanze necessari alla produzione".

Lucca

A Lucca i ricavi del 2017 sono stati in crescita in quasi tutti i settori tipici (+3,0 sul 2016 la carta/cartotecnica/stampa, +5,3 il totale della meccanica, +6,1 la chimica/plastica/farmaceutica, +0,4 l’alimentare, +2,7 l’aggregato del resto manifatturiero). Per l'economia della costa di particolare rilievo l'aumento della nautica (+18,5) ma in moderata contrazione il lapideo (-1,7). A questo diffuso progresso dei ricavi (+3,1 per il complesso del manifatturiero) ha fatto seguito, diversamente dal 2016, una più contenuta crescita del valore aggiunto (+1,2 complessivo) che ha interessato la maggior parte dei settori. La manifestazione più evidente di questa dinamica si è registrata nel settore della carta/cartotecnica/stampa dove il valore aggiunto si è contratto (-4,3) lasciando intuire gli effetti della pressione dei costi esterni per gli aumenti dei prezzi della cellulosa, dell’energia e del gas. Anche nella nautica il valore aggiunto è cresciuto meno rispetto ai ricavi (+13,8), e il lapideo ha una contrazione maggiore (-7,2).

"La crescita del valore aggiunto del manifatturiero lucchese è stata la più elevata dell’intera area Lucca-Pistoia-Prato, sia nell’ultimo anno dove segna +1,2 per cento rispetto a +0,8 per la media dell’area sia considerando il tasso di incremento medio composto degli ultimi due anni disponibili. - commenta il presidente di Confindustria Toscana Nord Giulio Grossi - Tuttavia anche Lucca risente fortemente della pressione dei costi, che ha determinato una contrazione del margine operativo lordo rapportato alle vendite, passato dal 6,8 del 2016 al 6,3 del 2017. Grazie tuttavia alla compensazione data da altri fattori come quelli finanziari e tributari, la redditività netta per il complesso delle società di capitali del manifatturiero lucchese è addirittura in aumento, con un ROE-redditività del capitale investito che passa in media dal 6 per cento del 2016 al 7,8 del 2017. L'immagine del manifatturiero lucchese che emerge dai bilanci 2017 è di vivacità e reattività, con i molteplici settori presenti nel territorio che spesso si compensano a vicenda, ma dove comunque il fattore costi comincia a farsi sentire in maniera pesante. Abbiamo motivo di credere che questa dinamica apparirà ancora più accentuata nei bilanci 2018. Molto importante il vigoroso recupero in atto nella nautica, un settore fondamentale per la costa anche per le vaste sinergie che è in grado di sviluppare."

Fra le voci di costo va evidenziato quello interno per il personale, che sul valore aggiunto di tutto il manifatturiero lucchese ha un'incidenza passata dal 67,5 per cento del 2016 al 69 del 2017. Lucca presenta anche il livello più elevato dell’area per l’incidenza dei mezzi propri sulle fonti di finanziamento, il 40 per cento nel 2017 rispetto ad una media del 37,5 per l’intera area Lucca – Pistoia – Prato, in lievissima crescita (+0,1 punti percentuali) rispetto al 2016.

Pistoia

Pistoia si distingue per la crescita dei ricavi aggregati (+3,4 rispetto a +2,2 per la media dell’area ), ma anche per la lieve riduzione del valore aggiunto (-0,8). Nell’orizzonte degli ultimi due anni disponibili, tuttavia, il tasso di incremento medio del valore aggiunto è stato positivo: +2 per cento. I bilanci delle aziende pistoiesi mostrano la crescita più elevata dell’area sotto il profilo dell’incidenza dei mezzi propri rispetto alle fonti di finanziamento (+0,5 punti di incidenza in più per l’aggregato nel 2017 rispetto al 2016), crescita che è visibile in modo particolare nei settori della carta e cartotecnica e nel metalmeccanico. La crescita dei ricavi è stata trainata dal settore delle calzature e cuoio (+10,5 fra il 2016 ed il 2017) e, più in generale, tutti i settori del comparto moda (tessile, abbigliamento, cuoio e calzature) hanno contribuito in positivo alla crescita del valore aggiunto (rispettivamente: +1,7, +10,1, +17,5), insieme al settore della chimica e plastica (+1,4). I settori della moda registrano anche una certa crescita della marginalità delle vendite nell’ultimo anno, in ogni caso inferiore al punto percentuale, che nella media dei settori manifatturieri pistoiesi è invece rimasta ferma fra il 2016 ed il 2107. Gli altri settori manifatturieri hanno messo in evidenza una dinamica negativa del valore aggiunto fra il 2016 ed il 2017, a causa di una crescita dei costi esterni più che proporzionale rispetto ai ricavi. Casi di crescita particolare per l’incidenza del costo del lavoro sul valore aggiunto sono rappresentati dal settore alimentare (+2,3 punti fra il 2017 ed il 2016) e la carta-cartotecnica (+2,1 punti). L’incidenza del costo del lavoro nel settore metalmeccanico registra una lieve crescita nell’ultimo anno (+0,7), ma resta in diminuzione lungo un orizzonte significativo di cinque anni (-0,4 punti).

"Occorre evidenziare – afferma Daniele Matteini – che i fattori che stanno dietro all’evoluzione sfavorevole, in alcuni comparti, sembrano comunque transitori; e sono compensati dal segno positivo che i settori della moda e della chimica e plastica esprimono anche nel 2017. Inoltre il tasso di crescita medio del valore aggiunto negli ultimi due anni (+2,0 per l’intero settore manifatturiero) è positivo per quasi tutti i settori. Si tratta ovviamente di una situazione da tenere sotto controllo, ma siamo convinti che anche a Pistoia esista un nucleo di aziende ben strutturate, in grado di affrontare con successo le sfide di un contesto competitivo non semplice come quello attuale".

Prato

A Prato i ricavi 2017 del manifatturiero hanno confermato in aggregato il livello dell’anno precedente ma le attività tipicamente distrettuali non hanno avuto una evoluzione positiva sul piano dei volumi di fatturato, a parte l’ottimo avanzamento del meccanotessile (+11,9) che ha trascinato con sé il resto del settore meccanico (+7,8). I ricavi del tessile hanno registrato una contrazione (-1,4) rispetto al 2016, condizionati dalle tendenze moda che hanno penalizzato il settore dei filati dopo anni di crescita (-2,4); anche i tessuti per abbigliamento sono stati costretti a un arretramento (-2,6) che, invece, i produttori di tessuti speciali e per arredamento sono riusciti a limitare al minimo (-0,1). Anche i ricavi dell'abbigliamento (confezioni, maglieria, accessori) hanno registrato una contrazione rispetto all’anno precedente (-4,3): va precisato comunque che nell'area la maggioranza delle imprese di questo settore non ha la forma giuridica di società di capitali con il connesso obbligo della pubblicazione del bilancio. Buone (+5,4) le prestazioni complessive dei ricavi delle imprese, non numerose ma rilevanti, di settori diversi da tessile-abbigliamento e meccanica (plastica, chimica, legno/mobili, materassi).

"Il margine operativo lordo del tessile del distretto è stato nel 2017 in leggera contrazione, passando dal 6,6 al 6,4% in conseguenza dell'andamento dei ricavi. Da sottolineare comunque un lieve miglioramento per l'aggregato del conto terzi, che resta tuttavia su livelli storicamente ancora molto bassi e non tali da segnalare una uscita dalle difficoltà che hanno segnato la filiera in questi ultimi anni - commenta il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Andrea Tempestini - La contrazione del Mol si fa più significativa per l’abbigliamento, andando dall’8 per cento al 5,3, mentre si consolida ulteriormente il progresso per il meccanotessile, che passa dal 7 all’8,7 per cento. Per quanto riguarda la redditività netta, comprensiva sia dell'area operativa che degli altri aspetti della gestione aziendale, il tessile del distretto pratese fissa il Roe 2017 al 7,3, in netta riduzione rispetto al 9,5 del 2016. Si collocano poco più su della media (7,9, contro l'11,2 del 2016) i produttori finali, cioè i produttori di tessuti e di filati, mentre anche qui le aziende conto terzi danno segnali di miglioramento su una situazione comunque piuttosto fragile, con un 5,6 nel 2017 contro il 4 del 2016. Brillanti invece le prestazioni del meccanotessile, con un +20 nel 2017 dopo un già buono 16,9 del 2016. In definita il 2017 è stato un anno interlocutorio per il tessile pratese, avendo segnato una battuta d'arresto nel percorso di ripresa che tuttavia - ma occorrerà certificarlo con la prossima indagine - sembra essere stato recuperato nel 2018."



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