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Cronaca Sabato 16 Maggio 2026 ore 19:00

Le zecche dei falsari nel cuore della Toscana

Scoperte due zecche clandestinamente: producevano monete false da 2 Euro in grado di superare i più sofisticati dispositivi di controllo



PRATO — Una indagine, coordinata dalla procura di Prato, ha portato al fermo di 5 persone ritenute coinvolte a vario titolo, in una strutturata attività di falsificazione, distribuzione e smercio di ingenti quantitativi di monete da 2 euro. Un livello di contraffazione tale da superare i più sofisticati dispositivi elettronici di controllo. 

Nel corso delle indagini, avviate a Novembre 2025, sono state sequestrate quasi 20mila monete contraffatte, riproducenti varie emissioni europee, rinvenute all'interno di cambia-monete in sale slot e video lottery della provincia pratese.

Secondo quanto emerso da accertamenti tecnici effettuati dal Centro Nazionale di Analisi delle Monete della Zecca di Stato la contraffazione sarebbe stata concepita per l'inserimento delle monete false nei dispositivi, al fine di ottenere banconote genuine.

I falsari avrebbero importato ingenti quantitativi di ring ed inner (anelli e piattelli dorati centrali - componenti la moneta bimetallica) realizzati con processi industriali nella Repubblica Popolare Cinese (per un peso complessivo stimato di almeno una tonnellata) e importati tramite hubs di sdoganamento operanti in Germania e Belgio, avevano emulato tutte le caratteristiche di sicurezza delle monete genuine (peso, dimensioni e magnetismo perfettamente baricentrico), riuscendo a coniare le facce nazionali italiana (compresa la commemorativa dell’anniversario di fondazione dell’Aeronautica Militare), francese (compresa la commemorativa della Coppa del Mondo di Rugby), tedesca (compresa la commemorativa del 30° anniversario della bandiera dell'UE), slovena, greca, belga e lussemburghese.


La diffusione della particolare contraffazione aveva immediatamente allarmato il sistema di protezione dell’euro coordinato dalla Banca Centrale Europea.

Le indagini - svolte con le più sofisticate tecniche investigative - si sono svolte con il supporto dei Carabinieri del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria di Roma e del Comando Legione dei
Carabinieri Toscana messi a disposizione del Comandante Provinciale di Prato.

Nel corso dell’operazione eseguita nella notte tra venerdì e sabato mattina è intervenuto anche personale specializzato della Zecca di Stato e di Europol.

I provvedimenti cautelari hanno raggiunto tre persone di 37, 47 e 51 anni indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla produzione e al traffico di monete false. Secondo l'ipotesi della procura i tre avrebbero gestito l’approvvigionamento di ingenti quantitativi di materiali (inner e ring) prodotti in Cina e due zecche clandestinamente allestite all’interno di un’officina metallurgica nel comune di Quarrata e in una struttura a Prato; oltre alla primaria distribuzione delle monete focalizzata sul territorio pratese.

Il fermo è scattato anche per altri due indagati che, sebbene non direttamente coinvolti nella produzione, avrebbero intermediato gli ingenti flussi distributivi verso smerciatori di fiducia.

Le attività di perquisizione hanno portato al sequestro di materiale impiegato per la produzione delle monete falsificate: i coni di tutte le diverse tipologie nazionali, due presse, una macchina assemblatrice, una “rimming machine” per zigrinatura laterale, 72 buste contenenti gli anelli (ring), ognuna delle quali ne ha 500; 92 buste di inner (parte centrale della moneta), ognuna delle quali è costituita da 500 pezzi; un detergente per monete ossidate e dieci buste contenente ciascuna 570 monete già coniate.

Sono in corso attività di collaborazione con Paesi europei e con la Cina finalizzate a ricostruire i rapporti tra i destinatari del fermo e altri soggetti dislocati in più Paesi. I fermati sono stati associati alla Casa Circondariale di Prato.


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