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Attualità domenica 31 agosto 2025 ore 18:45

Il clima strapazza gli olivi e il raccolto cola a picco

I rami d'olivo sono scarichi di frutti
I rami d'olivo sono poveri di frutti

Gli operatori del settore lanciano l'allarme stimando un crollo di produzione di circa l'80%. Oltre al meteo, danni dalla mosca dell'olivo



PROVINCIA DI PISTOIA — Caldo e clima impazzito hanno messo gli olivi a dura prova, tanto che le piante così strapazzate non danno frutto e il prossimo raccolto ha alle viste un crollo di produzione dell'80% rispetto allo scorso anno. Certo, il 2024 è stata un'annata d'oro per la quantità e qualità delle olive, ma la riduzione è davvero vistosa.

La stima arriva dagli operatori del settore del Pistoiese, che accendono i riflettori su un'annata olivicola, quella 2025, che si preannuncia molto difficile per olivicoltori e frantoi.

Tra le varietà, frantoio e moraiolo hanno mostrato una maggiore resistenza rispetto al leccino. Ma non basta.

“Per fortuna – spiega Coldiretti Pistoia, che ha condotto un primo sondaggio tra i produttori – il 2024 è stato un anno eccezionale sia per qualità che per quantità, e molte aziende hanno ancora olio extravergine da vendere. Ma le previsioni per quest’anno sono pessime: nelle situazioni migliori il raccolto previsto sarà appena un terzo rispetto a un’annata media, e soltanto il 15-20% rispetto ai livelli record del 2024”.

Ma per la maggior parte dei produttori lo scenario è ancora più critico: "In queste condizioni – aggiunge Coldiretti – per diverse aziende non sarà economicamente sostenibile procedere alla raccolta: i costi supererebbero i ricavi”. Le stime dei frantoi, grandi e piccoli, confermano il quadro negativo.

Poche olive, ecco perché

Oltre al naturale alternarsi delle annate di 'carica' e 'scarica', sull'attuale situazione hanno inciso pesantemente le temperature elevate, la scarsità di acqua e l’incremento della mosca dell’olivo

“L’annata record del 2024 – sottolinea Coldiretti Pistoia – ha favorito la moltiplicazione della Bactrocera oleae (mosca dell’olivo), l’avversità più temuta dagli olivicoltori. 

Il quadro è aggravato dalla presenza, anche nella nostra provincia, di numerosi oliveti abbandonati che, non curati e non raccolti, rappresentano un habitat ideale per la proliferazione dell’insetto”.

Un quadro meno critico si registra negli oliveti irrigati o vicini a corsi d’acqua, dove la produzione ha retto meglio. 


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