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domenica 24 luglio 2016

Attualità mercoledì 10 febbraio 2016 ore 12:36

I 'Nuotatori Pistoiesi' contro il bando unico

Dura presa di posizione della società sportiva cittadina nei confronti della Provincia sulla gestione futura della piscina 'Fedi'

PISTOIA — 'Caso piscine', nuovo atto. Stavolta ad alzare la voce sono i genitori, gli atleti, i dirigenti e i tecnici della 'Nuotatori Pistoiesi' che chiedono una soluzione diversa dal bando unico di affidamento delle tre piscine di Pistoia, Maresca e Pescia. Una nuova tappa di un percorso a ostacoli che si era interrotto, per la 'Fedi' di Pistoia, con la soluzione provvisoria per garantire la riapertura in autunno.

"C'è voluto un atto di forza - scrive la società sportiva - perché i genitori degli atleti della Nuotatori Pistoiesi potessero incontrare il Presidente della Provincia Vanni. Infatti, dopo che a una regolare richiesta di incontro il Capo di Gabinetto della Provincia aveva fissato un appuntamento, lo stesso a pochi giorni dalla data fissata ha chiamato per disdirlo dicendo che il Presidente della Provincia non aveva "niente di nuovo da dire". Forse non aveva capito che qualcosa da dire ce l'avevano i genitori".

"Sì perché quello che il presidente della Provincia sta caparbiamente portando avanti ormai da diversi mesi, senza tenere conto delle disponibilità manifestate dal sindaco di Pistoia e delle richieste da parte delle varie realtà sportive pistoiesi che orbitano alla Piscina-Palestra S.Fedi - accusa la società - è il progetto cieco di affidare in un unico bando, ad una società che fa degli impianti sportivi un uso imprenditoriale e commerciale avendo per unico scopo il profitto, lo storico impianto sportivo cittadino, costruito con i soldi pubblici, insieme alla Piscina di Maresca e a quella di Pescia!"

Da qui le domande che la 'Nuotatori Pistoiesi' muove alla Provincia. 

"Perché il signor Vanni insiste nel voler mettere a concorso la gestione di tre impianti estremamente diversi tra loro per storia e utilizzo come La piscina Fedi e la piscina di Maresca (la cui costruzione è stata un discutibile intervento fallimentare della giunta Venturi) e la piscina Marchi di Pescia lontane per geografia e per storia da quella di Pistoia?"

"Perché il signor Vanni, nonostante la richiesta delle Società Sportive Pistoiesi, di apertura di un tavolo di trattativa alla presenza del Comune di Pistoia e nonostante la volontà chiaramente manifestata dal Sindaco Bertinelli e dal sindaco di Pescia di trovare una soluzione, ha continuato a ignorare ogni altra possibilità se non quella di affidare ai privati tre piscine contemporaneamente?"

"Perché, nonostante i vari segnali giunti dai sindaci di Pistoia e Pescia, insiste nel perseguire il suo progetto e non li coinvolge invece nella ricerca di una soluzione pratica? Perché il signor Vanni, che non conosce minimamente la storia sportiva pistoiese, che non conosce i sacrifici e i decenni di lavoro che stanno alle spalle dei risultati acquisiti da società stimate e apprezzate in tutta Italia e all'estero, ha deciso in nome di una malintesa necessità di bilancio di farle morire? Non solo, perchè si ostina a non voler prevedere nel bando in corso di stesura una tutela per le società sportive che le tuteli con un minimo garantito di spazi acqua a prezzi regolamentati e tali da essere sopportati dalle associazioni sportive “vere”?"

"Noi continuiamo a credere che sia possibile con l'aiuto della città di Pistoia e di tutte le forze politiche di governo e di opposizione trovare una soluzione, forse più difficile ma sicuramente più giusta, di salvaguardia dei diritti dello sport cittadino", conclude la società che poi attacca: "Noi diciamo che se il signor Vanni non ha voglia e tempo di confrontarsi con le realtà cittadine, di attivarsi, di costruire alternative politiche alla mera gestione economica di un impianto, allora deve andarsene. Dia le dimissioni e lasci a persone più disponibili, capaci e consapevoli che i diritti dei cittadini si difendo e non si affossano, la responsabilità, l'onere e l'onore di risolvere il problema. Da parte nostra noi continueremo a essere presenti e disponibili a fare la nostra parte ma non accetteremo mai che il nostro diritto allo sport venga disatteso e calpestato come sembra che questo signore voglia caparbiamente fare".

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