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giovedì 22 agosto 2019

Attualità giovedì 11 luglio 2019 ore 09:50

Corso Touchpoints, Usl centro prima in Italia

La Ausl prima in Italia con un percorso formativo rivolto gli operatori della salute mentale dell'infanzia e dell'adolescenza



PISTOIA — Sono stati oltre cento i professionisti che hanno partecipato al corso Touchpoints di Brazelton, un percorso formativo per operatori dell’area salute mentale infanzia e adolescenza dell’Azienda Usl Centro, diretta dal dottor Marco Armellini.

Il prescorso formativo, strutturato in 3 giornate di lezioni in aula e 6 ore di accompagnamento alla pratica riflessiva sul proprio lavoro, ha coinvolto medici, infermieri, fisioterapisti, fisiatri, psicologi ed educatori che lavorano con bambini in età da 0 a 6 anni, impegnati prevalentemente nei percorsi di neuromotorio e autismo.

"L’Usl Centro -sottolinea l'azienda in una nota-  è la prima azienda sanitaria italiana che ha attivato percorsi formativi per operatori di un singolo dipartimento: dal 2018 ha acquistato un pacchetto formativo specifico (tramite procedura di gara aziendale) dall’associazione Natinsieme (l’unica in Italia autorizzata a svolgere questo tipo di corsi) rivolto da quest’anno agli operatori dell’area salute mentale infanzia ed adolescenza. In Italia il corso è disponibile dal settembre 2016 ed è organizzato dall’associazione Natinsieme in collaborazione con il Brazelton Touchpoints Center della Harvard University di Boston. Altre aziende sanitarie (in Alto Friul e Trieste) hanno svolto alcuni corsi sul tema, ma coinvolgendo un numero inferiore di operatori".

La formazione in Usl proseguirà nei prossimi 3 anni, attraverso momenti di confronto tra gli operatori volti ad elaborare obiettivi condivisi e modalità di valutazione d’impatto sulla qualità dei servizi.

Che cos’è il metodo Touchpoints di Brazelton

E’ un approccio sviluppato negli anni novanta dal professor T. Berry Brazelton, pediatra e psichiatra infantile che si basa su una interpretazione dello sviluppo psicomotorio che riconosce la presenza di possibili momenti di disorganizzazione nel comportamento del bambino, per motivi fisiologici ed in età prevedibili, quando si stanno facendo dei grossi progressi concentrati in un breve periodo.

Il metodo è’ finalizzato a creare un sostegno ai neogenitori e creare facilitazioni nei rapporti genitori-bambino, spiegando le fasi di sviluppo del bambino, come si manifestano, aiutandoli a leggerne il significato.

Un esempio è quello del bambino che sta mettendo tutte le energie nel momento che sta imparando a camminare e può essere più fragile sul controllo emotivo. In questo caso il bambino sperimenta la paura di staccarsi, l’eccitazione di riuscire, la possibilità di esplorare l’ambiente circostante e di solito di fronte a queste difficoltà può regredire in comportamenti che si ritenevano già superati: non è più capace di addormentarsi da solo o di passare dal sonno profondo al sonno leggero senza cercare l’aiuto dell’adulto.

Questa conoscenza insieme all’utilizzo di presupposti sui genitori (ad esempio “ogni genitore cerca di fare il meglio per il proprio bambino” o “ il genitore è l’esperto del suo bambino”) ed alcuni principi (ad esempio “cerca le opportunità per sostenere le competenze del genitore” oppure “usa il comportamento del bambino come tuo linguaggio”) aiutano l’operatore a formare un’alleanza collaborativa con i genitori che a loro volta si sentono più coinvolti e necessari nell’operato dei professionisti.



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