Attualità

E' morto Francesco Guccini

Il maestro della canzone cantautorale aveva 86 anni. E' scomparso nella sua casa toscana dove risiedeva da tempo. Il cordoglio istituzionale

Francesco Guccini

E' morto stamani all'età di 86 anni nella sua casa in Toscana Francesco Guccini. Il maestro pilastro della canzone cantautorale italiana si è spento a Pavana, frazione di Sambuca Pistoiese dove ormai da tempo risiedeva.

Classe 1940, modenese di nascita, oltre ad essere raffinato musicista Guccini è stato anche scrittore e attore. Pensiero cristallino, con le sue canzoni schiette ha segnato un'epoca e impresso la sua impronta su più generazioni.

L'annuncio della sua morte è stato dato dalla moglie e dalla figlia. Le esequie si svolgeranno in forma privata, secondo la volontà dell'artista. A Settembre, invece, una cerimonia commemorativa.

Il cordoglio delle istituzioni

Cordoglio è stato espresso anche ai massimi livelli istituzionali. "Se ne va – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani – un artista le cui parole hanno saputo raccontare intere generazioni. Guccini ha dato voce, con straordinaria intensità, ai valori fondanti della libertà, della memoria, della giustizia e dell’umanità”.

"Il suo nome resterà per sempre legato a Pavana, il borgo dell’Appennino pistoiese che ha scelto come casa - ha aggiunto Giani - e che ha saputo trasformare in un vero e proprio luogo dell’anima. Pavana è stata la protagonista di pagine indimenticabili, sia della sua produzione musicale sia della sua narrativa”.

“Le sue canzoni – ha concluso – continueranno ad accompagnarci nel tempo. I grandi artisti non ci lasciano mai davvero, perché continuano a vivere nelle emozioni che sanno trasmettere. 

Dalla giunta regionale toscana è intervenuta l'assessora alla cultura Cristina Manetti che lo ha ricordato come "un cantautore e un pensatore immenso". Le sue canzoni - ha osservato - hanno raccontato la società italiana come pochi altri hanno saputo fare: la forza degli ideali e degli affetti, l’amore, la memoria, le contraddizioni. Ha saputo unire la profondità della parola poetica alla capacità di parlare a tutti, di insegnarci tante cose sulla vita, dando voce a generazioni intere che nella sua musica si sono riconosciute”.

“La Toscana perde una delle voci più autentiche del nostro tempo", ha affermato la presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi. "La sua poesia e il suo canto civile - sono ancora le sue parole - hanno accompagnato intere generazioni, affrontando con lucidità e sensibilità i temi della giustizia sociale, della libertà, della pace, dei diritti e delle contraddizioni della società contemporanea. Con uno sguardo sempre libero, critico e profondamente umano, Guccini ha saputo unire cultura alta e cultura popolare, offrendo a generazioni di lettori e ascoltatori gli strumenti per guardare la storia, la società e la condizione umana con passione e spirito critico, lasciando un'eredità che continua a parlare al Paese”.

"Una voce capace di accompagnare, di far pensare e, qualche volta, anche di consolare. Tutti noi perdiamo un maestro del dubbio, della memoria e della libertà": così ne ha invece tracciato il profilo il vicepresidente del Consiglio regionale toscano, Antonio Mazzeo. "A Pavana, in quella Toscana appenninica e di confine, segnata dall’incontro fra culture, dialetti e memorie, aveva riconosciuto le proprie radici e il proprio luogo dell’anima. Una Toscana appartata, concreta e profondamente popolare, che nelle sue opere è diventata uno spazio universale: il punto da cui osservare il tempo, la politica, gli affetti e le inquietudini di intere generazioni", ha osservato.

Questo aspetto è stato messo a fuoco anche da Uncem col suo presidente Marco Bussone: "Lo penso costruttore di un nuovo Umanesimo, proprio da Pavana. Autore di nuovi percorsi di comunità che lui aveva conosciuto in quei paesi dell'Appennino prima della fuga delle montagne. Lo penso - ha riflettuto - come colui che ritorna, neomontanaro, capace di esserci ancora e sempre. Tanta eredità. Autore semplice di un Umanesimo del quale abbiamo grande bisogno".