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Cronaca martedì 05 febbraio 2019 ore 11:24

La finanza scopre 15mila prodotti contraffatti

Operazione Carlino partita da Pontedera, guardia di finanza

Indagini partite da un negozio di Pontedera. Coinvolti un ingrosso fiorentino, laboratori artigiani di Pistoia e Ferrara e un'azienda tessile emiliana



PONTEDERA — Sono state scoperte un’azienda tessile e due laboratori artigianali che rifornivano ingrossi e negozi, tra cui uno nel centro di Pontedera. Sono stati sequestrati oltre 15mila prodotti contraffatti, tra cui borse, abbigliamento e orecchini marcati Chanel, Gucci e Louis Vuitton

Sette persone sono state denunciate. Le indagini della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Pisa, l'operazione è stata chiamata Carlino, sono scattate ad ottobre dello scorso anno, quando, durante un controllo mirato in un negozio di abbigliamento e accessori situato nelle vie dello shopping pontederese, le Fiamme Gialle hanno scoperto che tra la merce esposta c’erano anche orecchini, borse e abbigliamento contraffatti riportanti il logo delle note case di moda “Chanel”, “Gucci”, “YSL”, “Louis Vuitton” e “Fendi”.

I militari sono partiti da questo sequestro e dall’esame della documentazione contabile ed extracontabile per poi riuscire ad individuare due laboratori artigianali, rispettivamente a Pistoia e a Ferrara, un negozio di vendita all’ingrosso a Firenze e un’impresa tessile, con sede a Reggio Emilia, primo anello della catena della produzione del falso.

Le perquisizioni nei laboratori dei due artigiani, che disegnavano e creavano i modelli di orecchini e altri articoli di bigiotteria riportanti i marchi di Chanel e Louis Vuitton, hanno permesso di sequestrare, oltre ai prodotti falsi, anche un computer, agende e appunti, le cui analisi sono servite a ricostruire il giro d’affari illecito e a proseguire le indagini.

In questa operazione, le Fiamme Gialle pisane sono riuscite a ricostruire l’intera catena della produzione. Infatti, non solo sono stati individuati il deposito e i laboratori artigianali, ma anche il primo anello della filiera: una storica azienda tessile, che produceva parte dei capi sequestrati.

Per accertare la falsità dei prodotti, sono state necessarie accurate perizie a testimonianza dell’alta qualità della merce e dell’elevato livello organizzativo dei soggetti coinvolti nella frode.

Sequestrati anche campionari di vecchie produzioni e quelli della prossima stagione estiva, per la quale la produzione dei capi contraffatti sarebbe stata avviata a breve.

Complessivamente, le attività hanno permesso di sequestrare oltre 15mila capi contraffatti, circa cento tra attrezzi da lavoro ed utensili, chiudere due laboratori e individuare le aziende e le ditte che producevano e commercializzavano i prodotti, nonché di denunciare alle Procure della Repubblica competenti sette soggetti ritenuti responsabili di contraffazione dei marchi e commercio di prodotti con segni falsi.



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