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Attualità venerdì 04 settembre 2015 ore 14:15

Un Patto per la Salute Mentale

Nasce la "Rete Provinciale" dei servizi socio sanitari, delle iniziative e delle opportunità per le persone con disagio psichico.



PISTOIA — Un maggiore sostegno e coinvolgimento delle famiglie ed un ruolo più attivo delle istituzioni, dei servizi e dei professionisti che, a vari livelli, potranno intercettare potenziali situazioni a rischio (per esempio scuole, consultori, medici di famiglia e pediatri, educatori). 

E' quanto si prefigge il Patto per la Salute Mentale, il documento programmatico sottoscritto dalla Provincia di Pistoia, dalle Società della Salute di Pistoia e della Valdinievole, dalla Azienda USL3 e dalle Associazioni di Volontariato

Il filo conduttore è promuovere e realizzare percorsi di inclusione sociale, a tutti i livelli, delle persone con disagio psichico. Equità di accesso alle cure, prese in carico precoci dei pazienti, percorsi assistenziali condivisi e integrati a livello provinciale, diritto alla casa e al lavoro, sviluppo e trasformazione delle potenzialità personali, sono le parole chiave che accompagnano ogni azione del progetto.

Il Patto è frutto di un lavoro durato diversi mesi, nel corso dei quali sono stati analizzati dati di attività e le problematiche cliniche presenti sul territorio, rilevate criticità e valutata l'efficacia dei servizi socio sanitari presenti nella provincia pistoiese, coinvolgendo una molteplicità di soggetti: principalmente gli stessi utenti ed i loro familiari. 

Sarà data vita ad una rete, diffusa e coordinata in tutta la provincia, per offrire in qualsiasi contesto territoriale, gli stessi servizi e le medesime opportunità di cura, terapia e riabilitazione, al fine di evitare vuoti assistenziali e abbandoni (i cosiddetti persi di vista). 

Promosso dalle associazioni Oltre l'Orizzonte, Solidarietà e Rinnovamento, Bella Mente e Albatros, d'intesa con le istituzioni del territorio, il documento, subito dopo la firma, diventerà operativo con una serie di iniziative che vedranno attivamente coinvolti, per la prima volta in modo sinergico, gli enti istituzionali: i firmatari, infatti, si sono impegnati a sostenersi e a raccordarsi tra loro, perseguendo tutti gli stessi fini che sono quelli di sviluppare ancora di più la prevenzione e migliorare la qualità della vita delle persone affette da disturbo psichico. 

L'aspetto etico e politico dei diritti e della uguaglianza tra cittadini costituisce, infatti, l'assunto di base su cui è stato costruito l'intero Patto.
Dall'identificazione precoce delle patologie neuropsichiatriche evolutive ai monitoraggi periodici sul rischio suicidario, da una migliore accoglienza all'interno dei centri di salute mentale (a Pistoia e Montecatini), con erogazione anche di prestazioni urgenti (per evitare gli accessi ai pronto soccorso), all'aumento dell'offerta di residenzialità che diventa differenziata per intensità riabilitativa, sono molteplici le aree di intervento a carattere prioritario individuate dal gruppo di lavoro. 

Per ogni obiettivo è stata operata un'attenta ricognizione della situazione esistente, per capire cosa non funzionava e dove si doveva intervenire ancora meglio per dare una risposta più efficace ai bisogni della popolazione. 

L'intervento a carattere sanitario resta di competenza della Ausl3 (con i relativi servizi di salute mentale infanzia e adolescenza, adulti e tossicodipendenze) e quello sociale delle amministrazioni comunali: la novità sostanziale è che le Società della Salute faranno da referente unico per il processo di integrazione socio-sanitaria.
 



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