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domenica 17 novembre 2019

Attualità giovedì 04 giugno 2015 ore 17:30

Mukki verso la fusione con Torino

Il Comune di Firenze, socio di maggioranza, ha deciso: sarebbe la scelta migliore per tutelare occupazione e marchio. Ora serve l'ok degli altri soci



FIRENZE — Alla fine si sono dimostrati tutti d'accordo. Dopo aver ascoltato l'approfondita relazione dell'assessore al Bilancio, Lorenzo Perra, che ha ripercorso le vicende più e meno recenti della Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno, i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione del capoluogo toscano hanno dato il loro appoggio alla strategia della giunta: puntare decisi cioè verso la fusione con al Centrale del Latte di Torino.

Questo perché lo studio firmato Kpmg presentato da Perra ha dimostrato che si tratta della strada in gradi di offrire maggiori garanzie in termini di tutela dei livelli occupazionali (1000 dipendenti, indotto compreso) della qualità del marchio e di prospettive future per la crescita dell'azienda. Stop alla vendita, dunque.

Una lettura che ha convinto, in linea di massima, anche le opposizioni in consiglio che ora però chiedono di essere informate dei prossimi step e chiedono che le enunciazioni di principio vengano riempite di contenuti prima di firmare. 

A questo servirà la prossima assemblea dei soci che dovrà certificare che la strada scelta dal socio di maggioranza della Centrale del Latte di Firenze, Prato, Pistoia e Livorno, ovvero Firenze che detiene il 42,9% di Mukki, venga seguita anche dagli altri. Bisognerà però ricomporre alcune posizioni, visto che ad esempio Pistoia ha già detto di voler vendere il suo 18%, mentre Fidi Toscana è obbligata a liberarsi del suo 23,9% da una direttiva di Banca d'Italia. Entrambi potrebbero però decidere di rimanere nell'azionariato puntando sul rilancio dell'azienda trainata dalla Centrale del Latte di Torino, quotata in borsa, e che ha già portato a compimento fusioni simili a quella proposta per Firenze, ad esempio con Vicenza. 

Il consigliere di Firenze riparte a Sinistra, Tommaso Grassi ha chiesto che nel futuro assetto societario la governance del ramo d'azienda che dovrebbe occuparsi della Toscana rimanga a soggetti locali. Per Vicenza è stato così: il management della locale Centrale del Latte è rimasto ai vecchi soci.

Questo potrebbe essere una garanzia anche per gli allevatori mugellani. Ma la partita è ancora tutta da giocare al tavolo delle trattative.



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