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lunedì 27 giugno 2016

Attualità giovedì 07 gennaio 2016 ore 06:30

Ponti e barriere, i rischi per l'Europa

Il presidente dell'associazione pistoiese Culturidea Riccardo Fagioli interviene sugli ultimi provvedimenti presi da alcuni Stati sulle migrazioni

PISTOIA — "Chiude l’Oresund Bridge tra Svezia e Danimarca, in tutta Europa si attuano politiche contro la libera circolazione delle persone, cittadini europei inclusi. Le merci continuano a circolare liberamente in tutto il pianeta, mentre per gli esseri umani si accentuano le restrizioni ed i controlli. Siamo sicuri che stiamo mantenendo le premesse che l’umanità si era data dopo la fine del secondo conflitto mondiale e soprattutto quelle che i costruttori dell’Europa avevano posto come fondamento della sua istituzione?". Questa la domanda che si pone il presidente dell'associazione Culturidea di Pistoia Riccardo Fagioli, che interviene in una nota sugli ultimi sviluppi della situazione europea.

"I migranti dai Paesi in guerra o che subiscono situazione in cui è assolutamente impossibile vivere, giunti in Europa nel 2015 ammontano a circa 5milioni a fronte di una popolazione dell’Unione che sfiora i 500milioni. Risulta davvero impossibile accogliere queste persone e dare loro una adeguata sistemazione? - si domanda Fagioli - La prima cosa di cui dobbiamo renderci conto è che siamo di fronte ad un esodo biblico. In questo momento, secondo le fonti ufficiali, ci sarebbero oltre 60milioni di persone in movimento, uomini, donne e bambini che stanno migrando. Il numero di uomini che vive sotto la soglia minima di sopravvivenza è impressionante e non accenna a diminuire" 

"La seconda cosa di cui dobbiamo prendere coscienza è che ciò che è in pericolo è il nostro status di europei, il nostro territorio, il modo di vivere, le consuetudini, le certezze. La terza cosa è che la disperazione non si ferma con i muri, gli steccati o i cannoni".

"Ciò che dobbiamo fare, quindi - aggiunge Fagioli -  è incrementare in modo esponenziale i progetti di solidarietà e cooperazione internazionale. Ciò che è necessario, per la salvezza dell’Europa, è sradicare alla radice le ragioni che inducono i migranti a fuggire verso le nostre coste". 

"Noi italiani in ciò saremmo avvantaggiati potendo contare su molte organizzazioni no-profit già presenti nei continenti più poveri e soprattutto sui nostri missionari che da secoli sono impegnati in tale soccorso agli ultimi tra gli ultimi. Tuttavia si deve intensificare una politica sovranazionale contro lo strapotere di tutti quegli attori economici, multinazionali in primis, che continuano ad arricchirsi sulla miseria e morte di miliardi di poveri - propone il presidente di Culturidea - Ogni città europea deve adottare una comunità africana o asiatica co-finanziando costruzione di scuole, ospedali etc, il mercato equo solidale deve diventare la regola e non l’eccezione. Alla fine, se guarderemo al mondo cercando e donando giustizia, ne avremo beneficio anche noi, se saremo egoisti e miopi credo che la situazione non potrà che peggiorare per tutti".

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