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Lavoro giovedì 12 novembre 2015 ore 13:04

Hitachi, Landini chiede il rispetto degli impegni

Maurizio Landini

Il leader della Fiom in visita ai lavoratori dello stabilimento pistoiese dopo il passaggio di AnsaldoBreda al gruppo giapponese



PISTOIA — Possibilista, non del tutto in attacco, ma pronto a ricordare che per la Fiom sarebbe stato meglio creare un polo dei trasporti nazionale. Così si è presentato il leader dei metalmeccanici della Cgil Maurizio Landini dopo l'incontro con i dipendenti della fabbrica pistoiese. 

Sopra al piccolo assembramento che si è formato davanti al cancello di via Cigliegiole, la nuova scritta Hitachi, a ricordare che ormai i giochi, almeno sul fronte del nuovo assetto industriale, sono fatti. 

"La Fiom non ha mai apprezzato molto la scelta di vendere AnsaldoBreda, abbiamo sempre sostenuto l'idea che fosse utile la costruzione di un polo dei trasporti nazionale, detto questo, quello che pensiamo adesso è che è necessario che gli impegni presi ad oggi verbalmente siano nelle prossime settimane e nei prossimi mesi confermati, affinché il processo di integrazione sia davvero un processo di integrazione che qualifichi le competenze che esistono nel nostro Paese, sia nel costruire treni, sia sui sistemi di segnalamento ferroviario".

Insomma, sospensione del giudizio in attesa di vedere cosa avverrà, ma idee chiare su quello che il sindacato si aspetta, non solo dall'azienda che nei giorni scorsi ha presentato i propri piani ai dipendenti nell'incontro con i vertici del gruppo. 

"È chiaro - ha spiegato Landini - che per quello che ci riguarda questo non può essere un problema solo dei lavoratori e dell'azienda, ma deve essere un problema nazionale in cui anche le istituzioni e il governo devono giocare fino in fondo la loro parte".

Intanto, il leader della Fiom guarda alla manifestazione di Roma ormai alle porte. "Il 21 novembre saremo in piazza per il contratto nazionale e per contestare la legge di stabilità del governo - avverte Landini - puntiamo il dito soprattutto sulle pensioni e sulla necessità di far ripartire gli investimenti pubblici e privati". 



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