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lunedì 23 ottobre 2017

Attualità venerdì 29 settembre 2017 ore 17:00

Epatite A, dodici casi in dieci giorni a Pistoia

I ricoveri sono avvenuti tutti all'ospedale San Jacopo, quattro persone solo ieri. L'Asl ha avviato un'indagine epidemiologica

PISTOIA — Dal 18 al 28 settembre sono state 12 le persone ricoverate all'ospedale San Jacopo perché affette da epatite A, gli ultimi quattro casi sono stati accertati oggi e i pazienti sono al momento ricoverati nel reparto degenze protette.

"Le loro condizioni cliniche sono stabili e rispondono alla terapie - ha detto il direttore della unità operativa malattie infettive, dottor Massimo Di Pietro -, in genere, il ricovero per questa malattia viene disposto per confermare la diagnosi e solitamente la patologia ha un andamento benigno. La malattia si manifesta con ittero (cute gialla), nausea e disappetenza; nella maggior parte dei casi ha un decorso rapido e i giorni di degenza necessari sono pochi".

Riguardo i dodici casi in dieci giorni registrati nel pistoiese, dall'Asl fanno sapere che: "La concentrazione di casi, in un arco temporale così ristretto, ha fatto intervenire, già dalla scorsa settimana, gli operatori di igiene e sanità pubblica che hanno avviato subito l’indagine epidemiologica volta a stabilire il veicolo e la fonte di infezione".

"E’ dal dicembre 2016 che in tutta Europa vengono osservati diversi casi di focolai di infezione da virus di epatite A - aggiungono dall'Asl -. In Italia, nel periodo agosto 2016- aprile 2017 i casi notificati sono stati 1410, rispetto ai 142 osservati nello stesso periodo dell’anno precedente. Nel 2013, in Italia, si era verificata una epidemia di epatite A legata al consumo di frutti di bosco congelati. Dall’inizio dell’anno ad oggi i casi di epatite A ricoverati nell’area pistoiese sono stati 30".

E ancora: "La trasmissione del virus avviene prevalentemente per via oro-fecale, attraverso il consumo di cibi (frutti di mare crudi o non sufficientemente cotti, frutti di bosco, ecc…), acqua contaminata o per contatto con persone infette. Negli ultimi anni è stata verificata anche la trasmissione per via sessuale. Un altro importante fattore di rischio è rappresentato dai viaggi in aree ad alta endemia. L’esposizione al virus è oggi meno comune nei bambini rispetto al passato mentre i soggetti giovani-adulti sono maggiormente suscettibili all’infezione. Esiste la possibilità di vaccinarsi - hanno concluso dall'Asl -: in genere la profilassi è consigliata ai viaggiatori internazionali, ai conviventi e ai contatti stretti dei casi che hanno contratto l’infezione".

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