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Cronaca martedì 16 giugno 2015 ore 17:12

Ergastolo per aver sciolto il fratello nell'acido

Luigi Orefice è stato condannato per l'omicidio del fratello Rosario nel 2010, ma rimarrà in libertà fino ai prossimi gradi di giudizio



PISTOIA — Il presidente della corte d'Assise di Firenze, Ettore Nicotra, ha escluso l'aggravante della premeditazione e ha stabilito che Luigi Orefice non andrà in carcere per aver ucciso il fratello Rosario, scomparso il 30 aprile del 2010 e i cui resti furono trovati il 26 marzo del 2014 all'interno di un bidone di ferro contenente acido nel Pistoiese.

Prima che per lui si aprano le porte del carcere dovrà almeno essere pronunciata la sentenza d'appello.

I resti di Rosario Orefice furono ritrovati nel 2014 a Serravalle Pistoiese dentro un bidone nascosto all'interno di un capannone della ditta di proprietà dei due fratelli. il bidone era stato nascosto in un'intercapedine tra le canne fumarie di un forno per la verniciatura, in una posizione tale da non poter essere visto da fuori. 

A ritrovare il bidone contenente gli ormai pochi resti furono due elettricisti, incaricati della manutenzione dell'impianto del capannone. Una macabra scoperta, tanto che i due uomini chiamarono immediatamente la polizia.



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