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giovedì 14 dicembre 2017

PENSIERI DELLA DOMENICA — il Blog di Libero Venturi

Libero Venturi

Libero Venturi è un pensionato del pubblico impiego, con trascorsi istituzionali, che non ha trovato niente di meglio che mettersi a scrivere anche lui, infoltendo la fitta schiera degli scrittori -o sedicenti tali- a scapito di quella, sparuta, dei lettori. Toscano, valderopiteco e pontederese, cerca in qualche modo, anche se inutilmente, di ingannare il cazzo di tempo che sembra non passare mai, ma alla fine manca, nonché la vita, gli altri e, in fondo, anche se stesso.

I sogni

di Libero Venturi - domenica 06 agosto 2017 ore 11:02

I sogni

Il sonno porta i sogni, come le vele il mare. E il mare, come il sonno porta sogni, concederà a ogni uomo nuove speranze, pare abbia detto Cristoforo Colombo. E lui, detto fatto, scoprì l’America. Anche se credeva fossero le Indie, a dimostrazione che anche i migliori sogni, come le migliori speranze, possono risultare sempre un po' fallaci.

Dormire, sognare. Dormire, un po' come morire. E non sapere quali mai sogni possano venirci dopo il sonno della morte è un pensiero che ci induce, ci costringe a vivere. Questo era il dubbio di Amleto circa l'essere e il non essere. Nessuno sa quali sogni e quale vita.

Da giovane non me ne ricordavo, mi pareva di non sognare la notte e c'erano molte più ragioni per vivere e sognare da svegli. In realtà erano i sogni notturni che si celavano a me, si nascondevano dietro la memoria ad ogni risveglio. Dormivo poco e come un sasso. Oggi dormo ancora meno, semmai mi addormento di giorno, però il sonno è più fragile e complicato: mi rigiro nel letto, mi sveglio per la via crucis della liturgica minzione notturna, ma forse anche i sogni invecchiano e al mattino si fanno sorprendere da noi, si lasciano scoprire e ricordare.

Così, con il tempo, mi sono accorto di avere sogni ricorrenti. E questo non deve essere necessariamente un bene: non sempre si fanno bei sogni e mi sa che i migliori, come succede per gli addii, sono quelli più brevi e irripetibili. Anche questo racconto, una volta tanto, vorrei fosse breve e lieve, come il sogno di una notte di mezza estate, se non fa troppo caldo. Un sogno ricorrente è quello, angoscioso, di una casa sotterranea che abito da sempre e di nascosto. In un altro, il mio corpo cresce a dismisura fino ad occupare tutta la stanza, lasciandomi un senso di soffocamento progressivo. In un altro ancora, invece, volo a grandi balzi e resto in aria sospeso, veleggio leggero sopra le case, sui campi, sulla vita.

Raramente vengono a visitarmi i miei cari o mi appaiono gli affetti che ho perso nel corso degli anni. Se esiste un aldilà, io non lo frequento, non ne ho confidenza e quando sarà non potrò dirvi niente. Cesserò anche di scrivere questi racconti e relativi messaggi, giacché non tutto il male viene per nuocere e gli uomini non nascono o muoiono invano. Smettono anche di rompersi e di rompere i coglioni. E, per favore, non scomodiamo Freud.

Vani sono i sogni, ma chissà. Il cervello funziona anche da dormienti, i rapidi movimenti degli occhi lo rivelano. E forse è un altro mondo quello che vedono o che immagina la mente: altro da noi, migliore o peggiore, trasognato, popolato a propria volta da incubi o da sogni che ottenebrano o rischiarano la vita. Sogniamo di sognare. Un mondo immaginario e immaginato che dimentichiamo; in fondo non diversamente da come scordiamo avvenimenti infelici, immagini care, persone incontrate, strada facendo, nel mondo reale. Veniamo dalle stelle, prima che da Pontedera o dal Padule di Bientina-zona depressa e, come dice il Bardo, siamo fatti anche noi della stessa materia dei sogni e nello spazio di un sogno è racchiusa la nostra breve vita, che prende a volte bene e a volte di tempesta.

"La vida es sueño", lo diceva Pedro Calderón de La Barca, assai prima e meglio di Gigi Marzullo, incubo delle notti televisive. Oppure sono i sogni che aiutano la vita? Si faccia una domanda e si dia una risposta... Ma ti levi di culo!

Tutto è vanità, però la vita in realtà non è un sogno, tantomeno una passeggiata di salute. Forse i sogni possono anche aiutarla la vita, se le danno un senso, qualcosa per cui possa valere la pena o il piacere di vivere. O anche qualcuno. Una speranza vera. Altrimenti si sa cosa spetta a chi vive sognando e sperando: morirà cacando. E solo gli affetti da stipsi cronica potranno trarne, almeno e soltanto, un estremo, effimero sollievo. Buona notte e buoni sogni.

Libero Venturi

Pontedera, 6 Agosto 2017

Libero Venturi

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